Lavori Pubblici

Antimafia, flop per le white list: vuoti gli elenchi provinciali delle imprese al riparo dalle infiltrazioni

Mauro Salerno e Giuseppe Latour

Dal monitoraggio provincia per provincia risulta una sola ditta presente a Roma e Torino, zero a Palermo, Messina, Napoli, Catanzaro e Bari. Meglio in Emilia dove l'iscrizione è legata ai pagamenti

In vigore da agosto, gli elenchi provinciali garantiscono che le imprese attive in 9 settori a rischio infiltrazione hanno assolto gli obblighi previsti dalle norme sugli appalti. Ma dal monitoraggio effettuato città per città, risulta una sola impresa presente a Roma e Torino, zero a Palermo, Messina, Napoli, Catanzaro e Bari. Solo 5 iscrizioni a Reggio Calabria, 3 a Catania.

Insomma non decollano le white list delle imprese che operano nei settori ad alto rischio infiltrazione e nell'orbita dei cantieri. Anzi l'iniziativa ha tutta l'aria di avviarsi verso il flop. L'iscrizione negli elenchi tenuti dalle prefetture, facoltativa, è possibile da agosto e certifica che l'impresa ha assolto agli obblighi antimafia previsti dalle norme sugli appalti. Dunque alle imprese iscritte la certezza di poter ottenere contratti di appalto superiori a 5 milioni e subappalti di importo superiore a 150mila euro senza dover superare alcun altro controllo.

Eppure, finora non c'è stata alcuna corsa all'iscrizione. Anche nelle città più grandi e nelle aree a forte rischio criminalità. Per verificare il grado di interesse suscitato nelle imprese, «Edilizia e Territorio» ha bussato alla porta delle principali prefetture italiane. Una sola impresa presente a Roma e Torino, zero a Palermo, Messina, Napoli, Catanzaro e Bari. Meglio solo in Emilia Romagna, dove nelle aree post-sisma l'iscrizione è obbligatoria per ottenere i pagamenti.

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