Lavori Pubblici

Pesenti (Filca-Cisl): subito un piano anti-dissesto, ma fuori dal patto

«Non si possono aspettare tragedie come quelle in corso in Sardegna per chiedere interventi sul fronte della messa in sicurezza del territorio. La Filca-Cisl, insieme alle altre parti sociali del settore, lo ripete da anni: non vogliamo nuove colate di cemento ma riteniamo che interventi sul territorio e sulle abitazioni già esistenti siano urgenti e improrogabili, per evitare che eventi come quelli in corso in Sardegna, pur se eccezionali, producano devastazioni così terribili e provochino la perdita di tante vite umane».

Lo dichiara Domenico Pesenti, segretario generale Filca-Cisl.

«I rischi sismici ed il dissesto idrogeologico interessano una parte importante del territorio nazionale. È per questo che bisogna mettere gli enti locali nelle condizioni di investire in questi settori, e una prima misura è certamente l'allentamento del patto di stabilità per gli enti virtuosi. La legge di stabilità sembrerebbe sbloccare 2,5 miliardi, ma è necessaria una corsa contro il tempo, perché gli eventi meteo non aspettano le lungaggini burocratiche. Gli interventi di messa in sicurezza del territorio – spiega il segretario generale degli edili della Cisl – sono necessari ma anche convenienti, perché permettono di risparmiare rispetto ai danni provocati da terremoti ed alluvioni, salvando vite umane, e rimettono in moto l'edilizia e tutto il settore delle costruzioni. Quest'ultimo, come ha comunicato l'Istat, ha perso nei primi nove mesi dell'anno un ulteriore 11,2% rispetto al 2012. Dall'inizio della crisi – conclude Pesenti – il comparto delle costruzioni ha perso oltre 700mila addetti, che vuol dire che ci sono altrettante famiglie in difficoltà, oltre 2 milioni di persone, come gli abitanti di Milano e Napoli insieme».


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