Lavori Pubblici

Artigiani: niente corsi di formazione per gli installatori già qualificati

Giuseppe Latour

Cna e Confartigianato chiedono al ministero dello Sviluppo economico di chiarire con una circolare alle Regioni la soluzione per gli installatori di impianti rinnovabili trovata con il Dl 63/2013 sull'efficienza energetica

La telenovela degli installatori di impianti da rinnovabili non pare ancora destinata a chiudersi. I segretari generali di Cna e Confartigianato, Sergio Silvestrini e Cesare Fumagalli, hanno appena inviato al ministero dello Sviluppo economico una missiva nella quale chiedono una circolare esplicativa per chiarire i confini delle regole attualmente in vigore. Il timore di entrambi è che alcune Regioni chiedano ai responsabili tecnici già attivi sul mercato di frequentare corsi di formazione. Nonostante i paletti posti dalla legge.

La lettera è indirizzata al capo dipartimento per le imprese del ministero per lo Sviluppo economico, Giuseppe Tripoli. E interviene di nuovo sulla «problematica relativa alla qualificazione degli installatori di impianti alimentati da energie rinnovabili, che ha trovato soluzione con un apposito intervento legislativo nel Dl Efficienza energetica (n. 63/2013 convertito dalla legge n. 90/2013 dello scorso giugno)».

Il problema nasceva con il decreto n. 28/2011, che attuava le direttive europee nel campo delle rinnovabili (fotovoltaico, biomasse, solare termico, pompe di calore e geotermia) e attribuiva la qualifica professionale di installatore di impianti per le nuove energie a tre categorie di soggetti già abilitati in base al Dm 37/2008, la norma base dell'attività impiantistica. Si dimenticava, però, una quarta categoria, regolata dall'articolo 4, comma 1 lettera d) del decreto ministeriale, quella dei soggetti qualificati in base all'esperienza acquisita sul campo. In questo modo 80mila imprese e 200mila addetti, secondo i calcoli delle associazioni artigiane, uscivano di colpo dal mercato.
Non tutti i problemi, però, sembrano ancora risolti. Così le due associazioni chiedono al ministero «di intervenire in via amministrativa al fine di eliminare interpretazioni della norma non coerenti con la ratio della modifica». La lettera spiega che l'articolo 17 del Dl n. 63/2013 «ha previsto anche per i responsabili tecnici in attività, di cui alla "lettera d)" del Dm n. 37/2008, la possibilità di riconoscimento automatico della qualifica». Sono gli stessi soggetti che, fino a pochi mesi fa, rischiavano di non poter più lavorare.

A preoccupare Cna e Confartigianato, però, sono i corsi di formazione che le Regioni potranno attivare, in base al decreto, per riconoscere la qualificazione di installatore. «Tale previsione, nell'attuale formulazione, rischia – secondo la lettera - di ingenerare incertezza in ordine ai soggetti tenuti alla frequenza dei corsi». Questi corsi devono essere obbligatori solo per i soggetti che si abiliteranno a partire dal primo gennaio 2014, mentre coloro che già si trovano sul mercato andranno qualificati in automatico, sulla base di quanto prevede la legge. Per evitare che le amministrazioni si regolino diversamente, sarebbe «opportuno che il ministero emani, in tempi rapidi, una circolare esplicativa utile a chiarire l'ambito di applicazione della norma».


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