Lavori Pubblici

Semplificazioni alla Via, appalti verdi e demolizioni: ok del Governo al collegato ambiente

M. Salerno , G.Latour, G.Santilli

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge con le semplificazioni in campo ambientale, il fondo per la demolizione degli immobili abusivi. Slitta ancora il collegato sviluppo

Via libera al collegato ambiente, ancora un nulla di fatto per il disegno di legge sullo sviluppo, che aveva già mancato l'appuntamento con l'approvazione nell'ultima riunione di governo.

Nella riunione di stamattina il Governo ha finalmente licenziato il cosiddetto collegato ambiente alla legge di stabilità. La semplificazione più importante riguarda la nascita di una commissione unificata per Via, Vas e Aia, fondendo le due commissioni attualmente esistenti. L'aggregazione viene disposta perché le tre procedure, in molti casi, finivano per intrecciarsi e sovrapporsi. Così, spiega la relazione illustrativa del provvedimento, «in questa prospettiva funzionale di concentrazione del procedimento amministrativo di consenso, non sembra conservare sufficiente giustificazione la presenza di Commissioni istruttorie distinte». In questo modo viene anche ridotto il numero dei componenti a libro paga del Governo.

La Commissione sarà articolata in quattro sottocommissioni (Via, Via speciale, Vas e Aia), che manterranno le rispettive specificità nelle diverse procedure. «Per quanto riguarda la Via speciale – si legge nella relazione - si confermano le fasi della valutazione preliminare, verifica di ottemperanza, valutazione definitiva e verifica di attuazione, per la Vas la valutazione ex ante e in itinere e per l'Aia l'autorizzazione e la verifica».

Le modalità di funzionamento saranno definite con un decreto del ministero dell'Ambiente, che avrà anche il compito di scegliere i componenti della Commissione: saranno cinquanta in totale. Per loro ci sarà una retribuzione più bassa di quanto pagato ai vecchi commissari. Fino al decreto del ministero, che potrà rivedere questa cifra, gli sarà corrisposto un trattamento forfettario pari al 70% di quanto previsto per la Commissione Via e Vas, pari complessivamente a circa 3 milioni di euro all'anno.

Il secondo capitolo pesante del testo riguarda la difesa del suolo. Il disegno di legge introduce un meccanismo «per rendere più agevole la rimozione e la demolizione di opere ed immobili realizzati abusivamente nelle aree del paese classificate a rischio idrologico elevato». Per evitare il fenomeno delle ordinanze alle quali non si riesce a dare attuazione, viene istituito nel bilancio del ministero dell'Ambiente un capitolo specifico, dedicato a finanziare questo tipo di interventi. In questo modo potranno essere pagate almeno le rimozioni più urgenti. Lo stanziamento iniziale previsto è di dieci milioni di euro per il 2014. I finanziamenti concessi «dovranno essere restituiti al ministero dell'Ambiente qualora i predetti interventi non siano stati realizzati entro un termine adeguatamente contenuto, individuato in centoventi giorni dall'erogazione dei finanziamenti stessi».

Infine, si cerca di agevolare il ricorso agli «appalti verdi», attraverso una modifica al Codice appalti. Secondo la norma, saranno incentivate le imprese che partecipano ad appalti pubblici dimostrando di avere una registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell'organizzazione aziendale) o un marchio Ecolabel (che certifica i prodotti): potranno beneficiare di una riduzione del 20% della cauzione a corredo dell'offerta. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa vengono inseriti la titolarità di un marchio Ecolabel e il ciclo di vita dell'opera, secondo le indicazioni della nuova direttiva comunitaria sugli appalti pubblici

Niente da fare per il collegato sviluppo. Come ha riferito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, al termine del Consiglio dei ministri l'esame sul provvedimento è stato solo avviato. Peraltro rispetto alla bozza circolata nelle settimane scorse sono state segnalate alcune novità.

La prima è lo stralcio della modifica al Codice civile mirata includere i diritti edificatori tra i beni suscettibili di ipoteca. Una misura che puntava ad allargare il ventaglio dei beni che le imprese di costruzioni possono portare a garanzia dei prestiti. La seconda è invece l'inclusione all'interno del testo della proroga dell'obbligo di sottoscrivere contratti pubblici e accordi di programma con modalità elettroniche, pena la nullità degli atti. Lo slittamento del termine era stato chiesto più volte dai Comuni per le difficoltà di adeguamento tecnologico evidenziate soprattutto dalle piccole realtà, che temevano perciò di vedersi vanificare la sottoscrizione degli appalti e la possibilità di avviare nuovi cantieri.

Dovrebbe essere confermato l'atteso ammorbidimento delle sanzioni previste per le cessioni di immobili senza attestato energetico (Ape). La sanzione non sarà più l'annullamento del contratto ma una semplice multa, pari a 500 euro. Resta anche la riforma delle Società di investimento immobiliare quotate (Siiq) per «rendere efficiente uno strumento giuridico che, introdotto con Legge 296/2006, non ha avuto la diffusione sperata».


© RIPRODUZIONE RISERVATA