Lavori Pubblici

Collegati stabilità: slitta l'ok alla semplificazione Via, congelato l'Ape «leggero»

Giuseppe Latour

Rimandata al prossimo Cdm l'approvazione del Ddl che contiene anche risorse per la rimozione degli immobili abusivi nelle zone a rischio e incentivi per gli «appalti verdi» - Tempi più lunghi anche per il via libera alle novità sull'attestato di prestazione energetica

Battuta d'arresto per la semplificazione Via e per i fondi destinati alla rimozione degli immobili abusivi. E' slittata infatti l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del del Ddl Ambiente, collegato alla legge di stabilità: «Ci siamo presi un pò di tempo per sciogliere gli
ultimi nodi» ha detto il il premier Enrico Letta, assicurando che il testo «sarà approvato la prossima settimana». Congelato anche il collegato sviluppo, che è stato rimandato a una prossima riunione. Conteneva, tra le altre cose, la sostituzione della nullità degli atti di compravendita o affitto in assenza di Ape con una sanzione di 500 euro. (clicca qui )

Tornando al collegato ambiente, la semplificazione più importante riguarda la nascita di una commissione unificata per Via, Vas e Aia, fondendo le due commissioni attualmente esistenti. L'aggregazione viene disposta perché le tre procedure, in molti casi, finivano per intrecciarsi e sovrapporsi. Così, spiega la relazione illustrativa del provvedimento, «in questa prospettiva funzionale di concentrazione del procedimento amministrativo di consenso, non sembra conservare sufficiente giustificazione la presenza di Commissioni istruttorie distinte». In questo modo viene anche ridotto il numero dei componenti a libro paga del Governo.

La Commissione sarà articolata in quattro sottocommissioni (Via, Via speciale, Vas e Aia), che manterranno le rispettive specificità nelle diverse procedure. «Per quanto riguarda la Via speciale – si legge nella relazione - si confermano le fasi della valutazione preliminare, verifica di ottemperanza, valutazione definitiva e verifica di attuazione, per la Vas la valutazione ex ante e in itinere e per l'Aia l'autorizzazione e la verifica». Le modalità di funzionamento saranno definite con un decreto del ministero dell'Ambiente, che avrà anche il compito di scegliere i componenti della Commissione: saranno cinquanta in totale. Per loro ci sarà una retribuzione più bassa di quanto pagato ai vecchi commissari. Fino al decreto del ministero, che potrà rivedere questa cifra, gli sarà corrisposto un trattamento forfettario pari al 70% di quanto previsto per la Commissione Via e Vas, pari complessivamente a circa 3 milioni di euro all'anno.

Il secondo capitolo pesante del testo riguarda la difesa del suolo. Il disegno di legge introduce un meccanismo «per rendere più agevole la rimozione e la demolizione di opere ed immobili realizzati abusivamente nelle aree del paese classificate a rischio idrologico elevato». Per evitare il fenomeno delle ordinanze alle quali non si riesce a dare attuazione, viene istituito nel bilancio del ministero dell'Ambiente un capitolo specifico, dedicato a finanziare questo tipo di interventi. In questo modo potranno essere pagate almeno le rimozioni più urgenti. Lo stanziamento iniziale previsto è di dieci milioni di euro per il 2014. I finanziamenti concessi «dovranno essere restituiti al ministero dell'Ambiente qualora i predetti interventi non siano stati realizzati entro un termine adeguatamente contenuto, individuato in centoventi giorni dall'erogazione dei finanziamenti stessi».

Infine, si cerca di agevolare il ricorso agli «appalti verdi», attraverso una modifica al Codice appalti. Secondo la norma, saranno incentivate le imprese che partecipano ad appalti pubblici dimostrando di avere una registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell'organizzazione aziendale) o un marchio Ecolabel (che certifica i prodotti): potranno beneficiare di una riduzione del 20% della cauzione a corredo dell'offerta. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa vengono inseriti la titolarità di un marchio Ecolabel e il ciclo di vita dell'opera, secondo le indicazioni della nuova direttiva comunitaria sugli appalti pubblici.


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