Lavori Pubblici

Immobili in vendita (o affitto), contratto valido anche senza attestato energetico

Giuseppe Latour

Il collegato sviluppo alla legge di stabilità sostituisce la nullità del contratto con una sanzione amministrativa di 500 euro. Nel collegato ambiente semplificazione del procedure di valutazione ambientale e corsia preferenziale negli appalti per le imprese verdi

Il Governo ammorbidisce l'attestazione di prestazione energetica degli immobili. È la novità più importante, contenuta nei disegni di legge collegati alla legge di stabilità, che il Consiglio dei ministri si accinge ad approvare. La durissima sanzione della nullità dei contratti di vendita e locazione diventerà un ricordo. Sempre che le misure siano confermate dal Parlamento: per adesso, infatti, si tratta di semplici proposte, che andranno vagliate da Camera e Senato.
In questo modo l'esecutivo mette fine a una polemica lunghissima. Il decreto n. 63/2013, infatti, lo scorso giugno ha introdotto il nuovo attestato denominato «Ape», revisionando tutta la materia della certificazione energetica. Tra le varie misure, veniva previsto un obbligo parecchio stringente: il documento andava allegato alle vendite, alle locazioni e alle cessioni di immobili a titolo gratuito. In alternativa, il contratto risultava nullo.

In un mercato già asfittico e vessato da decine di adempimenti, questa tagliola era parsa da subito eccessiva. Così il collegato sviluppo corre ai ripari. E, «data l'esigenza di introdurre semplificazioni al provvedimento», adotta due rimedi. Il primo è l'eliminazione dell'obbligo in caso di trasferimento di immobili a titolo gratuito. Ma a pesare davvero è il secondo. In caso di vendita e locazione alle quali non sia stato allegato l'Ape, la sanzione non sarà più l'annullamento del contratto ma una semplice multa, pari a 500 euro.

Il collegato sviluppo, poi, porta altri due cambiamenti. Il primo, con una modifica al Codice civile, inserisce i diritti edificatori tra i beni suscettibili di ipoteca. Una misura che punta ad allargare il ventaglio dei beni che le imprese di costruzioni possono portare a garanzia dei prestiti. Il secondo intervento, invece, opera una riforma delle Società di investimento immobiliare quotate (Siiq) per «rendere efficiente uno strumento giuridico che, introdotto con Legge 296/2006, non ha avuto la diffusione sperata».

Il pezzo forte del collegato ambiente, invece, è l'unificazione delle commissioni Via-Vas e Aia. L'aggregazione viene disposta perché le tre procedure, in molti casi, finivano per intrecciarsi e sovrapporsi. Così, spiega la relazione illustrativa del provvedimento, «in questa prospettiva funzionale di concentrazione del procedimento amministrativo di consenso, non sembra conservare sufficiente giustificazione la presenza di Commissioni istruttorie distinte». Il secondo capitolo pesante del testo riguarda la demolizione di immobili abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico. Per evitare il fenomeno delle ordinanze alle quali non si riesce a dare attuazione, viene istituito nel bilancio del ministero dell'Ambiente un capitolo specifico, dedicato a finanziare questo tipo di interventi.

Infine, si cerca di agevolare il ricorso agli "appalti verdi", attraverso una modifica al Codice appalti. Saranno incentivate le imprese che partecipano ad appalti pubblici dimostrando di avere una registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell'organizzazione aziendale) o un marchio Ecolabel (che certifica i prodotti): potranno beneficiare di una riduzione del 20% della cauzione a corredo dell'offerta. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa viene inserita la titolarità di un marchio Ecolabel.


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