Lavori Pubblici

Costruire a meno di 30 metri dal mare è sempre reato senza l'ok dell'Autorità marittima

Patrizia Maciocchi

La Corte di Cassazione ribalta l'interpretazione del tribunale di Modica: il dlgs 96/2005 (revisione codice della navigazione) ha allargato, e non ristretto, le norme di repressione degli abusi sul demanio marittimo

Commette reato chi si costruisce una casa con vista a meno di trenta metri dal mare, senza il nulla osta dell'autorità marittima. La Corte di cassazione con la sentenza 44644 depositata oggi, prende le distanze dalla decisione dei giudici di merito che avevano considerato depenalizzata l'azione compiuta da un famiglia che aveva istallato una casa mobile con una recinzione in muratura nel comune di Modica in Sicilia, in un'area vicino al mare di proprietà del demanio senza curasi di chiedere l'autorizzazione al Capo del compartimento.
Il tribunale di prima istanza aveva respinto la richiesta del giudice per le indagini preliminari di emettere un decreto penale di condanna nei confronti degli imputati amanti degli scenari marini, perché il fatto a loro contestato non era più previsto dalla legge come reato, in virtù delle modifiche apportate alle norme di riferimento. Per il giudice di merito a cancellare il reato sarebbe stata l'introduzione del decreto legislativo 96/2005 che non conteneva più alcun riferimento all'articolo 55 del codice della navigazione con il relativo obbligo di chiedere l'autorizzazione per costruire. L'azione contestata agli imputati non poteva dunque più ricadere nel raggio d'azione dell'articolo 1161 dello stesso codice che usa la mano pesante con chi occupa abusivamente le aree costruendo a meno di 30 metri di distanza dalla proprietà del demanio, punendoli con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro.
Un verdetto impugnato dai procuratori dei tribunali di Modica e di Catania che smontano la tesi dei giudici di primo grado.
Secondo i Pg il mancato riferimento al codice della navigazione non va letto come una lancia spezzata in favore degli abusivi ma al contrario come un irrigidimento in caso di trasgressioni. L'articolo 19 del Dlgs 96/2005 nella nuova formulazione sostituisce le parole "non osserva le disposizioni di cui agli articoli 55, 714 e 716" con "non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo o agli aereoporti". Scopo della modifica – spiega la Cassazione accogliendo il ricorso – non è quello di depenalizzare la violazione ma "di rafforzare la tutela dei vincoli posti a difesa delle aree in prossimità del mare e degli aereoporti. La novella – si legge nella sentenza – ha sostituito la individuazione di specifici vincoli indicati nella precedente formulazione (necessità di autorizzazione per la realizzazione di nuove opere – articolo 55; abbattimanto di ostacoli ed eliminazione di pericoli – articolo 714; inquinamento acustico – articolo 715) con la più amplia previsione di qualsiasi vincolo a tutela del demanio".
Una protezione più vasta che include anche tutti gli obblighi già imposti dal codice della navigazione: primo tra tutti il nulla osta preventivo. Di cui si può fare a meno solo quando le nuove costruzioni sono previste in piani regolatori o di ampliamento che hanno già ottenuto l'ok dell'autorità marittima.


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