Lavori Pubblici

Commissione unica per le valutazioni ambientali, vantaggi nelle gare d'appalto alle imprese edilizie «verdi»

Giuseppe Latour

Disegno di legge in pre-Consiglio dei ministri: un solo organismo tecnico per Via, Vas e Aia, favorite le imprese con certificazione Emas e Ecolabel, fondo per le demolizioni di immobili abusivi in zone a rischio idrogeologico

Più peso agli appalti verdi, unificazione delle commissioni ministeriali che si occupano di impatto ambientale delle opere e investimenti per agevolare la rimozione degli immobili abusivi. Sono le tre novità principali del disegno di legge collegato alle legge di stabilità, che oggi (6 novembre) sarà esaminato dal preconsiglio dei ministri e che dovrebbe essere approvato dalla prossima riunione del Cdm, per poi iniziare il suo iter parlamentare. Si tratta di un pacchetto sostanzioso di interventi che riprende molti dei temi toccati dai Governi degli ultimi anni.

La semplificazione più importante riguarda la nascita di una commissione unificata per Via, Vas e Aia, fondendo le due commissioni attualmente esistenti. L'aggregazione viene disposta perché le tre procedure, in molti casi, finivano per intrecciarsi e sovrapporsi. Così, spiega la relazione illustrativa del provvedimento, "in questa prospettiva funzionale di concentrazione del procedimento amministrativo di consenso, non sembra conservare sufficiente giustificazione la presenza di Commissioni istruttorie distinte". In questo modo viene anche ridotto il numero dei componenti a libro paga del Governo.
La Commissione sarà articolata in quattro sottocommissioni (Via, Via speciale, Vas e Aia), che manterranno le rispettive specificità nelle diverse procedure. "Per quanto riguarda la Via speciale – si legge nella relazione - si confermano le fasi della valutazione preliminare, verifica di ottemperanza, valutazione definitiva e verifica di attuazione, per la Vas la valutazione ex ante e in itinere e per l'Aia l'autorizzazione e la verifica".
Le modalità di funzionamento saranno definite con un decreto del ministero dell'Ambiente, che avrà anche il compito di scegliere i componenti della Commissione: saranno cinquanta in totale. Per loro ci sarà una retribuzione più bassa di quanto pagato ai vecchi commissari. Fino al decreto del ministero, che potrà rivedere questa cifra, gli sarà corrisposto un trattamento forfettario pari al 70% di quanto previsto per la Commissione Via e Vas, pari complessivamente a circa 3 milioni di euro all'anno.

Il secondo capitolo pesante del testo riguarda la difesa del suolo. Il disegno di legge introduce un meccanismo "per rendere più agevole la rimozione e la demolizione di opere ed immobili realizzati abusivamente nelle aree del paese classificate a rischio idrologico elevato". Per evitare il fenomeno delle ordinanze alle quali non si riesce a dare attuazione, viene istituito nel bilancio del ministero dell'Ambiente un capitolo specifico, dedicato a finanziare questo tipo di interventi. In questo modo potranno essere pagate almeno le rimozioni più urgenti. Lo stanziamento iniziale previsto è di dieci milioni di euro per il 2014. I finanziamenti concessi "dovranno essere restituiti al ministero dell'Ambiente qualora i predetti interventi non siano stati realizzati entro un termine adeguatamente contenuto, individuato in centoventi giorni dall'erogazione dei finanziamenti stessi".

Infine, si cerca di agevolare il ricorso agli "appalti verdi", attraverso una modifica al Codice appalti. Secondo la norma, saranno incentivate le imprese che partecipano ad appalti pubblici dimostrando di avere una registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell'organizzazione aziendale) o un marchio Ecolabel (che certifica i prodotti): potranno beneficiare di una riduzione del 20% della cauzione a corredo dell'offerta. Inoltre, tra i criteri per la valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa vengono inseriti la titolarità di un marchio Ecolabel e il ciclo di vita dell'opera, secondo le indicazioni della nuova direttiva comunitaria sugli appalti pubblici.


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