Lavori Pubblici

In caso di trasferimento dei documenti la Soa non deve essere remunerata

Giuseppe Latour

In caso di trasferimento della documentazione la Soa svolge attività di natura pubblicistica che, quindi, non è soggetta a remunerazione. È l'innovativa conclusione alla quale giunge l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che, con una nota appena pubblicata, ha integrato il suo comunicato n. 79 del 2013, ottemperando all'ordinanza del Tar Lazio n. 2978 del 2013.
Il caso riguarda il trasferimento di documentazione, ai sensi dell'articolo 73, comma 8 del regolamento attuativo del Codice appalti (Dpr n. 207/2010). Nell'ipotesi in cui la Soa fallisca, decada dall'autorizzazione o cessi l'attività per qualche altro motivo, è tenuta a comunicare la circostanza alle sue imprese entro quindici giorni. Queste dovranno indicare un'altra Soa alla quale trasferire la relativa documentazione. In questo modo il monitoraggio della situazione delle aziende non viene mai interrotto.

Nella sua nota l'Autorità analizza «l'obbligatorietà e la conseguente remuneratività» dell'attività svolta dalla Soa designata. Esiste, infatti, un periodo grigio che intercorre tra il momento in cui i documenti vengono trasferiti e l'eventuale stipula di un contratto con la nuova società di attestazione. E via di Ripetta spiega di non aver «individuato elementi diversi e ulteriori, nell'ambito delle disposizioni normative inerenti i rapporti Soa/imprese, che possano consentire di stabilire autonomamente la retribuzione di attività riconducibili alla semplice conservazione della documentazione».

L'attività di conservazione della documentazione e di monitoraggio del possesso dei requisiti da parte dell'impresa, «nelle more della stipula del contratto», è «attività caratterizzata dalla doverosità dell'azione, che la Soa deve porre in essere nell'esercizio di funzioni di natura pubblicistica affidatele». Quindi, non ha niente in comune con le altre attività della società e serve, di fatto, a garantire l'affidabilità generale del sistema. Pertanto, conclude l'Autorità, «solo mediante la stipula di un nuovo contratto di attestazione» sorge «per l'impresa l'effetto vincolante nei confronti della Soa prescelta». Infine, il comunicato ribadisce per l'impresa «la facoltà di designare una Soa diversa dalla prima nelle more della stipula del contratto di attestazione».


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