Lavori Pubblici

Codice appalti, in due anni oltre 150 modifiche firmate Monti e Letta

Giuseppe Latour

Dalla riforma del project financing all'ultimo cambiamento della disciplina dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici

Oltre 150 modifiche da dicembre del 2011 ad oggi. Dalla riforma del project financing all'ultimo cambiamento della disciplina di Avcpass, la banca dati dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. La stagione delle larghe intese ha prodotto una riforma a puntate del Codice appalti. Il colpo più duro è stato assestato dal Governo Monti che non ha perso quasi mai l'occasione di portare qualche novità, cambiando il testo un totale di 120 volte, tra decreti semplificazioni, sviluppo, liberalizzazioni e spending review. Senza contare qualche intervento più ridotto.

L'azione del Governo Letta, invece, è stata più organica e, almeno finora, più limitata. Prima del decreto Fare (Dl n. 69/2013) della scorsa estate, c'era stato solo qualche cambiamento minore. Il provvedimento che ha cercato di innescare il rilancio dell'economia, però, ha invertito questa tendenza, portando da solo 29 modifiche al testo.

La stagione delle modifiche del Governo Monti si era aperta con una miriade di interventi sul project financing. Già a pochi giorni dal suo insediamento, con il Dl Salva Italia (Dl n. 201/2011) erano arrivati i primi cambiamenti al testo del Codice, potenziati poi con il decreto Liberalizzazioni (Dl n. 1/2012) e con quello in materia di semplificazioni (Dl n. 5/2012). L'epopea di Monti si era, poi, chiusa con il decreto Sviluppo bis (Dl n. 179/2012), che aveva obbligato pubbliche amministrazioni e imprese alla stipula dei contratti in forma elettronica. Aveva permesso alle reti di impresa di accedere al mercato dei lavori pubblici. E aveva aumentato la parte di cauzione svincolabile in corso d'appalto, per concedere più liquidità alle aziende.

A metà strada tra i due Governi si colloca la novità che consente la sospensione dei lavori per mancato pagamento del corrispettivo quando l'inadempimento superi il 15%, con una modifica dell'articolo 253. Questa, infatti, è stata l'ultima innovazione del Governo Monti, ma è arrivata ad aprile con il Dl n. 35/2013 sui pagamenti dei debiti scaduti della Pa, quando ormai il premier e i suoi ministri erano di fatto già in uscita.
Il nuovo esecutivo Letta, una volta entrato in carica, è stato più cauto di quello precedente. Ha messo mano al testo per la prima volta soltanto a giugno inoltrato con il decreto n. 66/2013, rivedendo alcune regole relative all'incentivo economico del 2% per il personale del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Un emendamento minore, che è stato solo l'antipasto di quanto sarebbe accaduto con il decreto Fare.

Il Dl n. 69/2013, infatti, ha portato da solo 29 modifiche. Un primo pacchetto di novità ha riguardato le regole generali di partecipazione alle gare. E' stata disposta, tra le altre cose, l'introduzione di requisiti soft per accedere ai bandi a favore delle imprese, attraverso il riferimento ai dieci anni precedenti il contratto con le Soa. L'esclusione automatica delle offerte anomale nei bandi sottosoglia comunitaria è stata prorogata di due anni, fino al 31 dicembre del 2015. E' stata imposta la suddivisione in lotti degli appalti: per non effettuarla la Pa deve motivare la scelta nella delibera a contrarre. E' tornata l'anticipazione del prezzo: le stazioni appaltanti fino a dicembre 2014 dovranno corrispondere alle imprese fino al 10% dell'importo del contratto prima di iniziare i lavori.

Il secondo pacchetto di interventi, invece, è stato indirizzato ancora una volta alla materia delle concessioni e del project financing, cercando di facilitare questo tipo di operazioni, soprattutto nelle parti che riguardano la finanziabilità dei lavori. E' stata ampliata, ad esempio, la casistica che consente di modificare il piano economico e finanziario per fatti non imputabili al concessionario, ma previa verifica del Cipe. È stata introdotta una procedura di consultazione preliminare con le imprese nelle gare di project financing. È stata prevista la possibilità che l'offerta di project financing sia corredata dalla manifestazione di interesse di una o più banche.
Infine, l'ultima modifica al Codice è affare di questi giorni.

Il decreto sulla razionalizzazione della pubblica amministrazione (Dl nl 102/2013), appena convertito dal Senato, è intervenuto sul servizio Avcpass dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, creato per la verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare. Sarà operativo dal primo gennaio 2014; la sua entrata in funzione non sarà più anticipata al 22 novembre 2013, come previsto finora. A supporto di questa novità è stato modificato il Codice appalti, ribadendo che la documentazione a comprova dei requisiti va acquisita "esclusivamente" attraverso la nuova banca dati dell'Autorità.


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