Lavori Pubblici

Ok al decreto Pa: Sistri congelato per 10 mesi, nasce l'Agenzia per i fondi Ue

Giuseppe Latour

Via libera definitivo al Dl 101/2013. Tra le modifiche anche una correzione al codice sulla banca dati appalti. Diventerà l'unico sistema per verificare i requisiti dichiarati dai concorrenti alle gare per contratti pubblici

Approvazione definitiva, al terzo giro. Dopo un primo passaggio al Senato e diversi aggiustamenti portati dalla Camera, la legge di conversione del decreto sulla razionalizzazione della Pubblica amministrazione (Dl n. 101/2013 ) viene licenziata in via definitiva da Palazzo Madama e si prepara all'approdo in Gazzetta ufficiale. I capitoli dedicati all'edilizia sono tre. Anzitutto, c'è il Sistri per il quale viene definito un nuovo regime di obblighi e scadenze ma, soprattutto, all'ultimo minuto è stata deliberata una sospensione per dieci mesi. Poi, c'è l'Agenzia per la coesione, che nasce ufficialmente e si prepara a diventare un soggetto chiave per la gestione dei fondi europei, sebbene a scartamento ridotto rispetto ai progetti originari. E, infine, c'è una modifica ai tempi di entrata in vigore di Avcpass, la banca dati per la verifica dei requisiti di accesso alle gare: arriverà solo nel 2014.

Sistri congelato ancora una volta
La novità più importante è stata portata dalla Camera. A Montecitorio, con un blitz a sorpresa, è stato rivisto il comma che regola le sanzioni, ma non è stata sospesa soltanto l'applicazione delle ammende e delle multe. Si è stabilito che nei dieci mesi successivi al primo ottobre 2014 continuano ad applicarsi «gli adempimenti e gli obblighi» del codice Ambiente in materia di rifiuti: quindi, registri di carico e scarico e relative sanzioni. Il Sistri resta in piedi solo virtualmente: le imprese che producono rifiuti pericolosi, obbligate a partire da marzo 2014, beneficeranno della sospensione delle loro regole per sei mesi. Mentre quelle che lavorano al trasporto, obbligate dal primo ottobre, beneficeranno di tutti i dieci mesi. Sarà compito del ministero dell'Ambiente, con il decreto che deve emanare entro il prossimo 3 marzo, rimettere mano al quadro regolamentare per fare un po' di chiarezza.
Per il resto, decreto stabilisce che l'obbligo di adesione al sistema scatta per i «produttori iniziali di rifiuti pericolosi, gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi e i nuovi produttori di rifiuti pericolosi». L'adesione è solo volontaria per chi produce e gestisce rifiuti non pericolosi.

Nasce l'Agenzia per la coesione
Il decreto, all'articolo 10, istituisce l'Agenzia per la coesione territoriale. La struttura, immaginata per la prima volta dall'ex ministro Fabrizio Barca e definita dal suo successore Carlo Trigilia, avrà il compito di coadiuvare le amministrazioni locali nella gestione dei fondi strutturali. Cercando di risolvere i problemi che oggi rallentano l'impiego e la spesa delle somme messe a disposizione da Bruxelles. Nella nuova ripartizione di competenze la presidenza del Consiglio dei ministri avrà compiti di carattere generale e di indirizzo. L'Agenzia, invece, diventerà un braccio operativo, avrà funzione di «monitoraggio sistematico e continuo dei programmi operativi», avrà compiti di «sostegno e di assistenza tecnica delle amministrazioni che gestiscono i programmi europei o nazionali», anche attraverso corsi di formazione. A definire la sua organizzazione sarà un Dpcm, da emanare entro il primo marzo del 2014.
La struttura, però, nascerà monca. All'Agenzia, infatti, viene assegnata una dotazione organica di 200 unità che, nella versione originaria del provvedimento, doveva essere coperta con 120 assunzioni a tempo indeterminato di «unità altamente qualificate» nella materia dei fondi strutturali. Questo personale specializzato doveva svolgere, nei progetti iniziali, il ruolo di catalizzatore dell'attività delle amministrazioni nella gestione del denaro europeo. Il Senato, però, ha tagliato queste assunzioni, dal costo di 5,5 milioni all'anno, in sede di prima lettura. E i due passaggi successivi non le hanno ripristinate.

Avcpass, partenza nel 2014
Infine, nel passaggio alla Camera è stato modificato il decreto Fare, con un emendamento a firma dell'ex governatore della Regione Lazio Renata Polverini. Il servizio Avcpass dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, creato per la verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, sarà operativo dal primo gennaio 2014; la sua entrata in funzione non sarà più anticipata al 22 novembre 2013, come previsto dal Dl n. 69/2013. A supporto di questa novità viene anche modificato il Codice appalti, ribadendo che la documentazione a comprova dei requisiti va acquisita «esclusivamente» attraverso la nuova banca dati dell'Autorità.


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