Lavori Pubblici

Gare truccate, l'Antitrust spiega alla Pa come «stanare» i cartelli

Mauro Salerno

L'Autorità garante della concorrenza lancia l'allarme appalti. Dal boicottaggio della gara alle offerte di comodo: ecco i cinque segnali che fanno scattare la spia rossa sulla turbativa d'asta

Pochi concorrenti, appalto presidiato dalle solite imprese o ripartito in più lotti dall'importo simile. Sono tre spie che segnalano la possibilità di inquinamento delle gare per l'affidamento di contratti pubblici. E devono far scattare un campanello d'allarme nei funzionari delle amministrazioni chiamati a gestire le procedure.

A dirlo è l'Autorità garante della concorrenza. In un vademecum diretto alle stazioni appaltanti l'Antitrust ha individuato e sintetizzato le pratiche più diffuse per aggirare la concorrenza e conquistare in modo "fraudolento" contratti pubblici. Un campo in cui - sottolinea l'Antitrust - si concentrano «forme particolarmente offensive di infrazione delle regole della concorrenza, in primo luogo, per la loro rilevanza economica, in quanto gli appalti pubblici rappresentano una quota assai significativa del prodotto nazionale. In secondo luogo, comportando una lievitazione dei costi per lavori o forniture, essi costituiscono un danno diretto per l'intera collettività».


Per aiutare le stazioni appaltanti a riconoscere i segnali di possibili accordi anticoncorrenziali da parte dei partecipanti a una gara d'appalto l'Antitrust ha stilato un elenco di cinque situazioni tipiche. La richiesta rivolta alle Pa è di avvertire immediatamente l'Autorità Antitrust nel caso in cui si imbatta in uno di questi fenomeni. Con un avvertenza: segnalazione non equivale a un giudizio negativo sulla gara. «Tali segnalazioni pertanto non giustificano in alcun modo l'interruzione della procedura né, tanto meno, la rinuncia ad assegnare la commessa». Sarà la stessa Antitrust a istruire un procedimento e a decidere. E solo nel caso in cui l'infrazione venga accertata «la stazione appaltante potrà procedere alla richiesta degli eventuali danni (conseguenti la pratica anticoncorrenziale) laddove l'appalto fosse già stato assegnato».

Ecco i cinque segnali d'allarme.

BOICOTTAGGIO DELLE GARA

Attenzione alla mancata presentazione delle offerte da parte di una o più imprese. Secondo l'Antitrust è un modo «prolungare il contratto con il fornitore abituale o di far ripartire pro quota il lavoro o la fornitura tra tutte le imprese interessate al contratto».
Come riconoscere il fenomeno? Tre i segnali:
a) nessuna offerta presentata;
b) presentazione di un'unica offerta o di un numero di offerte comunque insufficiente per assegnare il contratto;
c) presentazione di offerte tutte caratterizzate dal medesimo importo

OFFERTE DI COMODO
C'è chi presenta offerte di disturbo. Anzi, avverte l'organismo guidato da Giovanni Pitruzzella, le offerte di comodo «rappresentano una pratica particolarmente diffusa di turbativa d'asta». L'obiettivo è «conferire un'apparente regolarità concorrenziale alla gara e a celarne l'innalzamento dei prezzi di aggiudicazione». Tra i segnali di allarme l'Antitrust segnala «offerte contenenti condizioni particolari e notoriamente inaccettabili per la stazione appaltante così da determinarne l'esclusione» come anche «la presentazione di offerte più elevate rispetto ai prezzi di listino».

SUBAPPALTI O ATI
Pensati per aumentare la concorrenza, ampliando il numero dei soggetti che possono ambire all'aggiudicazione di un contratto, i raggruppamenti di imprese possono anche nascondere pratiche mirate a una spartizione del mercato. Soprattutto quando entrano in gioco i leader di un particolare settore economico. Ad esempio, nei casi di aggiudicazione basata sull'offerta economicamente più vantaggiosa, «l'Ati (tra i maggiori operatori) può essere anche il frutto di una strategia escludente, tesa ad impedire a imprese minori di raggiungere il necessario punteggio qualitativo». Particolarmente sospetti, per l'Antitrust, sono inoltre «i casi nei quali un'impresa decide inizialmente di partecipare ad una gara, ritirando l'offerta in un secondo momento, per poi risultare beneficiaria di un subappalto relativo alla medesima gara».

RIPARTIZIONE DEL MERCATO
L'Authority invita le amministrazioni anche a studiare la storia delle aggiudicazioni più recenti. L'analisi dei vincitori può infatti bastare a segnalare l'esistenza di un cartello. «Quando la pratica spartitoria interessa uno specifico committente, quest'ultimo avrà ben più indizi per riconoscere regolarità sospette nella successione temporale delle imprese aggiudicatarie o nella ripartizione
in lotti delle vincite».

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE ALL'ASTA
Sembra quasi difficile da credere, ma l'Autorità richiama l'arttenzione sul fatto che spesso a tradire i cartelli sono segnali molto banali Può insomma accadere che le offerte siano presentate in modo da tradire intrinsecamente l'esistenza di un'intesa anti-concorrenza tra un gruppo di concorrenti. Qualche esempio?
a) comuni errori di battitura;
b) stessa grafia;
c) riferimento a domande di altri partecipanti alla medesima gara;
d) analoghe stime o errori di calcolo;
e) consegna contemporanea, da parte di un soggetto, di più offerte per conto di differenti
partecipanti alla medesima procedura di gara.


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