Lavori Pubblici

Piano distributori elettrici, fondi condizionati al taglio dei costi della politica da parte delle Regioni

Massimo Frontera

Il piano nazionale per realizzare i punti di ricarica dei veicoli elettrici non è ancora decollato e già arriva il taglio dei fondi. Il Mef ha infatti comunicato una sforbiciata di 1,8 milioni sulle risorse per realizzare le infrastrutture e di 4,8 per l'acquisto dei veicolo. Non solo: per ricevere i fondi le Regioni dovranno varare le misure sul taglio dei costi della politica introdotto dal Dl 174/2012

Ancora prima di trasformarsi in realtà, il piano nazionale per la diffusione dei «distributori» per i veicoli elettrici subisce già una sforbiciata sulle risorse inizialmente stanziate. A comunicare la notizia è stato il ministero dell'Economia, in una nota spedita alla Conferenza Unificata, dove il provvedimento ha ricevuto l'intesa lo scorso 17 ottobre (si veda articolo a questo link ).

La sforbiciata riguarda i due capitoli chiave per l'attuazione del piano.

Il primo capitolo riguarda la dotazione da 50 milioni in tre anni su un apposito fondo del Mit (il capitolo numero 7119) per finanziare gli accordi di programma promossi da Regioni ed enti locali per realizzare la rete infrastrutturale. Il primo aveva messo in conto 20 milioni per il 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Contrordine: «a seguito di recenti provvedimenti legislativi - scrive il Mef - lo stanziamento definitivo di competenza sul capitolo 7119 del Mit» è stato ridefinito. In che modo? Nel 2013 ci sono poco più di 18,4 milioni, mentre nel 2014 la dote si abbassa a 14,81 milioni e nel 2015 a 14,91 milioni.

Ma non è tutto. Il Mef si incarica di ricordare che «a decorrere dal 2013» una quota pari all'80% dei trasferimenti erariali, con l'unica eccezione dei finanziamenti nella sanità, è condizionata all'attuazione delle misure per il taglio dei costi della politica da parte delle Regioni introdotti dal decreto 174/2013 (articolo 2 comma 1). In pratica le Regioni devono adeguarsi entro fine anno (sei mesi da conteggiarsi a partire dal 28 giugno 2013) per attuare le misure, altrimenti dovranno subire una ben più grave decurtazione di risorse. L'attuazione delle misure per il taglio dei costi della politica deve essere verificata dalla Presidenza del consiglio.

C'è poi un'ulteriore sforbiciata che vale 4,8 milioni su 120 stanziati inizialmente dal piano nazionale nel triennio 2013-2015 a titolo di incentivo statale. I fondi servono in questo caso per acquistare i veicoli «a bassa emissione». Il Mef informa che i capitoli annuali sono stati rideterminati in 36 milioni circa nel 2013, 34,44 milioni per il 2014 e, infine, 44,74 milioni nel 2015. In questo capo il capitolo è il 7322 del Mise.

A conti fatti, la complessiva «perdita di energia» del piano ammonta a circa 6,68 milioni.


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