Lavori Pubblici

Dal 2 novembre scavo a basso impatto ambientale per la posa della fibra ottica

Massimo Frontera

Operative dal 2 novembre le nuove regole tecniche sulle operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle infrastrutture stradali. È stato infatti pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 18 ottobre il relativo decreto Mise. Il provvedimento, atteso dagli operatori, potrà far partire i programmi di investimento nella banda larga per una cifra stimata in 10 miliardi dall'Asstel (operatori della telefonia e telecomunicazioni

Le nuove regole tecniche per lo scavo e la posa delle reti in fibra ottica entrano in vigore il 2 novembre prossimo, cioè 15 giorni dopo la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del 18 ottobre del decreto 1 ottobre 2013 del ministero per lo Sviluppo economico sulle «Specifiche tecniche delle operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle infrastrutture stradali».

Il provvedimento - di carattere regolamentare, conta 13 articoli e alcuni allegati tecnici - spiega come eseguire lo scavo per la posa dell'infrastruttura telematica nelle varie tipologie di strade.

La novità principale sta nella tecnologia di scavo molto più chirurgica di quella tradizionale, perché la trincea da aprire nella pavimentazione stradale dovrà avere misure molto contenute: 20 centimetri di larghezza e 50 di profondità. Anche il ciclo produttivo della posa avverrà più velocemente grazie a una macchina che - in un unico ciclo continuo, scava, posa e ripristina la pavimentazione.

IL REGOLAMENTO TECNICO
L'ambito di applicazione. Il dm si applica a tutte le operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle strade di tutto il territorio nazionale, sia in ambito urbano che extraurbano. Per infrastrutture digitali si intendono i cavi per la banda larga e quella ultralarga (come definite dal Dl 179/2012 articolo 14, comma 3).

Scavo innovativo a basso impatto ambientale. Accanto allo scavo tradizionale, viene definita una metodologia di scavo «a basso impatto ambientale», che è sempre da preferire. Solo in via residuale si potrà ricorrere alla più impattante tecnologia tradizionale di scavo.

Tale metodologia innovativa prevede due tipi di perforazione: orizzontale («guidata elettronicamente o non, dal punto di partenza al punto di arrivo»; minitrincea (cioè con scavo aperto, ma con dimensioni limitate a un massimo di 20 cm di larghezza e 50 cm di profondità). In ogni caso, si deve evitare qualsiasi tipo di cedimento del corpo stradale. E, comunque, i cavi andranno posati «prioritariamente negli alloggiamenti già esistenti e disponibili eventualmente accanto ad altri sottoservizi» (cunicoli, pozzetti, cavidotti, intercapedini).

Il ripristino. In caso di scavo di un manto stradale drenante o fonoassorbente, il ripristino deve «garantire la continuità di tali requisiti». Quanto lo scavo interviene su una strada dove sono stati eseguiti lavori di rifacimento entro i 12 mesi precedenti all'istanza di installazione, il ripristino dell'asfalto deve essere esteso all'intera corsia.

Aggiornamento. Il decreto, potrà essere aggiornato ogni due anni, e non si applica ai lavori di posa in opera di infrastrutture digitali autorizzati dal gestore della strada prima dell'entrata in vigore del decreto (cioè appunto il 2 novembre 2013).

GLI INVESTIMENTI
La norma era molto attesa, sia perché consentirà di incrementare l'infrastruttura esistente per la banda larga, sia perché consentirà di liberare investimenti già programmati da da parte delle grandi aziende di telefonia riunite nell'Assotelecomunicazioni-Asstel. L'associazione confindustriale ha anche quantificato l'ordine degli investimenti in un range che si muove tra i 7 e 10 miliardi.

VAI AL TESTO DEL «DECRETO SCAVI» PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE


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