Lavori Pubblici

Proroga dei bonus casa, grandi opere, professionisti: tutte le novità della manovra

Mauro Salerno

Ancora un anno di validità piena per gli sgravi fiscali del 65% e 50%. Sorpresa amara per i professionisti: soppresso il fondo da 682 milioni per l'azzeramento graduale dell'Irap

È arrivata in coda la novità più forte del disegno di legge stabilità varato ieri dal Consiglio dei Ministri. Si tratta della conferma per un altro anno dei bonus fiscali sulle ristrutturazioni edilizie (50%) e gli interventi di risparmio energetico (65%). Non è l'auspicata "stabilizzazione". Il taglio graduale ci sarà, ma viene rinviato al 2015. E magari ci sarà tempo per intervenire il prossimo anno.

Vediamo le principali misure per imprese e professionisti (con la sorpresa amara del taglio del fondo destinato all'esenzione Irap ) contenute nel Ddl che ora passa al vaglio - e alle probabilissime integrazioni - del Parlamento.

BONUS FISCALI

Con una correzione dell'ultima ora, il Governo ha deciso di investire ancora nei bonus edilizi con la legge finanziaria. Messo da parte il decalage progressivo, entrambi i bonus sono prorogati di un anno: al 65% l'ecobonus per il risparmio energetico (comprensivo degli interventi di miglioramento di tenuta sismica degli edifici), al 50% quello per le ristrutturazioni semplici. Questo fino al 31 dicembre 2014. La riduzione avverrà nel 2015: il bonus energetico scenderà al 50%, quello per gli interventi semplici scenderà al 40%. Nel 2016, poi, tutto tornerà al 36% ordinario.

La proroga dell'ecobonus vale anche per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici. In questo caso lo sconto del 65% si applicherà alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 30 giugno 2015. Mentre dal primo luglio 2015 fino al 30 giugno 2016 lo sgravio fiscale sarà concesso nella misura del 50 per cento.

In seguito alla proroga la legge di stabilità fa slittare di due anni anche l'impegno a rendere strutturali «misure e incentivi selettivi di carattere strutturale», finalizzati a favorire la realizzazione di interventi antisismici e di miglioramento energetico (e di efficienza idrica) degli edifici esistenti. Il termine che sarebbe scaduto a fine anno è stato prorogato al 31 dicembre 2015. L'ultima chiamata prima che si torni al classico bonus del 36% inaugurato dal governo Prodi nel 1997.

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI
Insieme ai bonus sulle ristrutturazioni è stato prorogato anche l'incentivo all'acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza legati agli interventi di recupero delle abitazioni. Il bonus vale per le spese effettuate dal 6 aprile 2013 al 31 dicembre 2014. Dodici mesi in più rispetto alla scadenza attuale. A meno di modifiche in sede parlamentare, l'abbinata ristrutturazioni-mobili non sarà replicata nel 2015, quando gli sgravi Irpef sulle ristrutturazioni scenderanno al livello del 40 per cento, prima di tornare al 36 per cento.

GRANDI OPERE

Nel Ddl Stabilità entrato in Consiglio dei ministri le infrastrutture incassano in tutto 3.066 milioni di euro, ma la definizione delle esatte cifre potrebbe continuare anche dopo la riunione del governo.
Inoltre le risorse davvero aggiuntive sarebbero soltanto 2.111 milioni, mentre 305 milioni sono rifinanziamento di voci tagliate a fine agosto dal Dl 102 sull'Imu, e 650 milioni andrebbero a spese "indifferibili", in particolare le manutenzioni straordinarie di Anas (strade) e Rfi (ferrovie), che il bilancio dello stato a legislazione vigente si era "dimenticato" di finanziare per il 2014.

Ci saranno 340 milioni di euro aggiuntivi per realizzare uno dei lotti mancanti dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, il secondo stralcio del Macrolotto 4 (fra il viadotto Stupino escluso e lo svincolo di Altilia), e i 401 milioni attesi dal Consorzio Venezia Nuova per completare il Mose entro il termine contrattuale del 31 dicembre 2016 (120 di questi 401 milioni sono però il ripristino di un taglio del Dl 102).

ALTA VELOCITA'
Per l'alta velocità vengono stanziati 720 milioni di euro (120 milioni all'anno dal 2014 al 2020, ma subito impegnabili) destinati alla Brescia-Verona (è in costruzione e finanziata la Milano-Brescia, realizzata la Padova-Mestre) e le due tratte non finanziate della Napoli-BariApice-Orsara e Frasso telesino-Vituliano. La norma autorizza la realizzazione delle due opere per "lotti costruttivi", cioè con finanziamenti a tranche spalmati negli anni, ma l'indicazione "si parte" è chiara. Certo, i 720 milioni sono per ora solo l'11% del fabbisogno mancante sulle due tratte, 2.667 milioni sulla Brescia-Verona, 2.619 sulla Apice-Orsara, 965 mln sulla Frasso-Vituliano.
Risorse aggiuntive ci sarebbero anche per la velocizzazione dell'asse ferroviario Bologna-Lecce, 300 milioni che garantirebbero l'intera copertura. Altri 100 milioni dovrebbero infine andare alla Cancello-Frasso, un tratto della Napoli-Bari Av, risorse tagliate dal Dl Imu.

MANUTENZIONE STRADE E FERROVIE
Per la manutenzione Anas andrebbero 335 milioni di euro nel 2014, risorse che però garantiscono il minimo richiesto da Ministero e Anas, e per il solo 2014. A Rfi dovrebero andare invece solo 400 milioni, sempre per la manutenzione straordinaria, rispetto ai 720 milioni richiesti dalle Infrastrutture per garantire la continuità ordinaria a questo tipo di interventi.

DIFESA DEL SUOLO

Risorse aggiuntive dovrebbero esserci anche per interventi straordinari per la difesa del suolo, 180 milioni di euro nei prossimi tre anni, e per un Piano straordinario per le reti idriche, in particolare la depurazione, 90 milioni in tre anni. Altri 60 milioni andrebbero al piano straordinario di bonifica delle discariche abusive.

FONDI EUROPEI

Il Ddl di stabilità garantisce inoltre gli attesi 54,8 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 (solo 50 milioni nel 2014, e 500 nel 2015) per il Fondo sviluppo e coesione (ex Fas), di cui l'80% nel Mezzogiorno (nel 2007-13 era l'85%) e il 20% nel Centro-Nord. Insieme ai fondi europei (30 miliardi) e al co-finanziamento nazionale (15 miliardi) si arriverà in tutto a 100 miliardi di euro per la politica di coesione del prossimo settennio.

RICOSTRUZIONE POST-SISMA
Il Ddl stabilità si occupa anche della ricostruzione privata in Abruzzo. In campo ci sono poco meno di 1,2 miliardi suddivisi in tranche da 197,2 milioni all'ano dal 2014 al 2019 secondo quanto previsto dal Dl 43/2013. Il provvedimento chiarisce che «l'erograzione dei contributi avviene nei limiti degli stanziamenti annuali iscritti a bilancio sulla base del fabbisogno per il 2014 presentato dagli enti locali» . Un ruolo è riconosciuto anche al Cipe che può autorizzare i Comuni «all'attribuzione dei contributi in relazione alle effettive esigenze di ricostruzione». In caso di ritardi o mancata spesa scatta una clausola di revoca dei fondi.

Stanziamenti anche per gli interventi di ricostruzione connessi al terremoto che ha colpito l'area del monte Pollino (al confine tra Calabria e Basilicata) a ottobre 2012. Previsti in tutto 15 milioni.I pagamenti sono esclusi dal patto di stabilità interno.

RIFORMA DEL CATASTO
Per consentire la riforma del catasto prevista dalla legge di delega fiscale il governo autorizza una spesa di 30 milioni nel 2014 e di altri 100 milioni all'anno nel 2015 e nel 2016 per un totale di 230 milioni


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