Lavori Pubblici

Allentato di un miliardo il patto di stabilità per gli enti locali, ma scatta un taglio di 1,5 miliardi alle Regioni

Massimo Frontera

Concesso uno spazio finanziario di un miliardo di euro nel 2014 agli enti locali, da utilizzare per effettuare i pagamenti alle imprese creditrici, ma si taglia alle Regioni

Il disegno di legge di stabilità prevede un allentamento di un miliardo di euro per i vincoli del patto di stabilità 2014 per gli enti locali. L'allentamento assume però i contorni di una rimodulazione a somma zero delle possibilità di investimento di somma in conto capitale, se si considerano anche altre misure restrittive nei confronti delle Regioni.

Un miliardo agli Enti locali
Il meccanismo dell'allentamento del patto per Comuni e province previsto nel ddl di stabilità è quello già sperimentato quest'anno (e introdotto dal decreto legge 35/2013): gli enti dovranno chiedere - entro il 15 febbraio - gli spazi finanziari di cui hanno bisogno relativamente all'anno 2014. Il Tesoro si impegna a concederglieli entro la fine del mese successivo, ripartendo spazi per ciascun ente locale, fino ad arrivare a un miliardo complessivamente. C'è una novità: l'opportunità viene meno per quegli enti locali che non sono riusciti a rimborsare le imprese per una somma pari ad almeno il 90% degli spazi finanziari chiesti quest'anno. Le somme possono essere utilizzate per «pagamenti in conto capitale».

500 milioni agli Enti territoriali
In un altro punto della norma si escludono dai vincoli del patto di stabilità ulteriori 500 milioni per «pagamenti sostenuti da corso del 2014 dagli enti territoriali». La norma si riferisce a debiti in conto capitale certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012 e ai debiti in conto capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2012, inclusi i pagamenti delle regioni a favore degli enti locali e delle provincie a favore dei comuni. Anche in questo caso, le richieste devono pervenire entro il 15 febbraio e il riparto viene concesso entro il 28 febbraio.

Taglio di 700 milioni al patto di stabilità delle Regioni a statuto ordinario
Ancora in un altro punto della norma, si introduce una rimodulazione del «complesso delle spese finali, in termini di competenza eurocompatibile, delle regioni a statuto ordinario». I nuovi limiti risultano inferiori a 700 milioni per ciascun anno del periodo 2013-2016 rispetto a quanto previsto a norma vigente. Questo vuol dire che nel 2014 il taglio è appunto di 700 milioni, e che sull'orizzonte del triennio 2014-2016 il taglio diventa di 2,1 miliardi.

Taglio di 800 milioni alle Regioni a Statuto ordinario e speciale
Non finisce qui, perché nell'ultima bozza disponibile del disegno di legge di stabilità spunta anche un inasprimento sul contributo «all'equilibrio dei bilanci e alla sostenibilità del debito pubblico». Per il 2014 il contributo ammonta a 560 milioni per le regioni a statuto ordinario e a 240 milioni per le regioni a statuto speciale (con uno schema del riparto, per regione). Nel perimetro del contributo sono incluse le risorse destinate alla programmazione regionale per il fondo aree sottoutilizzate, ma sono escluse quelle destinate al finanziamento corrente del servizio sanitario nazionale e al trasporto pubblico locale.

Patto di stabilità anche per le società e gli enti dei Comuni
Dal 2015 i vincoli del patto di stabilità scatteranno anche per tutte le aziende speciali, le istituzioni e le società non quotate degli enti locali e delle regioni. Ne deriva, in prospettiva, il "contagio" - anche nei confronti di questi enti appaltanti, delle restrizioni di cui già stanno soffrendo gli enti locali per nuovi investimenti e pagamenti di lavori eseguiti dalle imprese.


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