Lavori Pubblici

La manovrina apre ai crediti delle imprese per lavori fuori bilancio, ma toglie 30 milioni al fondo pagamenti

Massimo Frontera

Pubblicata in «Gazzetta» la manovrina approvata dal governo lo scorso 9 ottobre, che introduce anche modifiche al decreto pagamenti

Sforbiciata di 30 milioni al plafond per i debiti degli enti locali con le imprese e apertura ai debiti fuori bilancio delle amministrazioni pubbliche.

È la doppia novità della cosiddetta manovrina, il decreto legge varato dal governo lo scorso 9 ottobre, con il quale è stato anche deciso di creare un fondo di 190 milioni per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il provvedimento ha inoltre congelato le spese 2013 delle amministrazioni centrali per un totale di quasi un miliardo (980 milioni di spese rese indisponibili in 11 ministeri), in modo da «assicurare complessivamente - si legge nel testo del provvedimento - un miglioramento dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni di 590 milioni di euro». Il taglio riguarda competenza e cassa (link tabella ).

In tema pagamenti, la manovrina ha introdotto la possibilità di includere nei debiti delle pubbliche amministrazioni anche i debiti fuori bilancio degli enti. La novità è stata inserita modificando in più punti il decreto legge 35/2013 sui pagamenti. Dopo il comma 10 dell'articolo 1 del decreto 35/2013 viene introdotto il seguente nuovo comma 10-bis: «Ai fini dell'assegnazione delle anticipazioni di liquidità a valere sulle risorse di cui all'articolo 13, commi 8 e 9, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, e sulla dotazione per il 2014 della Sezione di cui all'articolo 2, nonché ai fini dell'erogazione delle risorse già assegnate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 14 maggio 2013 ma non ancora erogate, sono considerati anche i pagamenti dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2012, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva».

Il decreto cerca anche di accelerare ulteriormente il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese. Mira a questo obiettivo una corposa integrazione del comma 6 articolo 2 del Dl 35/2013, che prevede penalizzazioni dei funzionari interessati in caso di inadempienza («Il mancato adempimento da parte delle Regioni, degli enti locali e delle altre pubbliche amministrazioni (...) rileva ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare».

La manovrina prevede però anche una erosione al plafond stanziato per i pagamenti alle imprese. Il taglio - di 30 milioni - colpisce le autorizzazioni di spesa degli enti locali (apposita sezione del fondo unico istituito dall'articolo 1, comma 10 del Dl 35). Le somme così tagliate - che si aggiungono agli altri tagli di 90 milioni di contributi non attribuiti alle regioni Puglia e Molise - costituiscono la copertura di 120 milioni che alimenta il Fondo di solidarietà comunale per l'anno 2013. Fondo che assicura la spettanza ai Comuni del gettito Imu. I soldi vengono anche ripartiti ai comuni (link tabella ).

Si allenta il Patto di Stabilità interno: la bozza della manovra dispone la sospensione per il 2013 del meccanismo della virtuosità e di porre, al contempo, le percentuali che tutti gli enti locali applicano alla spesa corrente media registrata negli anni 2007-2009, pari al valore massimo previsto dal comma 6 dell'articolo 31 della legge n.183/2011.

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