Lavori Pubblici

Decreto Imu, per i mutui con provvista Cdp priorità alle fasce deboli

Giuseppe Latour

Dopo l'ok della Camera il decreto 102/2013 approda in Senato. Rimodulati i finanziamenti ai fondi di solidarietà, privilegiati gli affitti. La banca deve trasferire anche al mutuatario il vantaggio della provvista Cdp

La legge di conversione del decreto Imu (Dl n. 102 del 2013) incassa il voto favorevole di Montecitorio e si appresta a compiere l'ultimo allungo prima dell'approvazione definitiva al Senato. A Palazzo Madama ci sarà spazio per un esame piuttosto rapido e difficilmente si faranno ulteriori modifiche: c'è, infatti, tempo solo fino al prossimo 30 ottobre prima della scadenza definitiva del provvedimento.

Le modifiche più importanti di questo passaggio riguardano tutte il pacchetto casa e le norme sui mutui di Cassa depositi e prestiti. La vecchia formulazione della norma prevedeva che i finanziamenti di Cdp fossero destinati all'acquisto di abitazioni principali e a interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico. A questa clausola vengono aggiunte una serie di limitazioni. Gli acquisti dovranno essere destinati preferibilmente ad immobili in classe energetica A, B o C. E non saranno più limitati alle abitazioni principali, ma saranno estesi anche alle seconde case. Inoltre, per tutti i mutui, sarà data priorità a tre categorie di soggetti: le giovani coppie, le famiglie numerose e i nuclei di cui fa parte almeno un soggetto disabile.

La convenzione tra Abi e Cdp, poi, dovrà occuparsi anche di come i tassi agevolati a favore delle banche andranno a scaricarsi in maniera vantaggiosa sui mutuatari. L'accordo, secondo un altro emendamento approvato dalle commissioni Finanze e Bilancio, dovrà indicare infatti «le modalità con cui i minori differenziali sui tassi di interesse in favore delle banche si trasferiscono sul costo del mutuo». Gli istituti di credito, quindi, non potranno lucrare in alcun modo su questo tipo di operazioni.

Diversi cambiamenti vengono portati al pacchetto casa. Viene rivisto il peso delle misure a sostegno di acquirenti e locatari, dando qualche risorsa in più a questi ultimi. Il Fondo per l'accesso alla prima casa perde 40 milioni di euro e viene finanziato con soli 20 milioni nel 2014 e 2015 (prima erano 60 in totale). Questo denaro viene trasferito sul fondo per l'accesso alle abitazioni in locazione, che passa da 60 milioni a 100 milioni di euro tra il 2014 e il 2015. Nel Fondo per le prime case viene anche inserita una clausola di salvaguardia a favore delle famiglie numerose. Quanto al fondo per la morosità incolpevole, viene specificato che le sue risorse saranno appannaggio dei Comuni che abbiano attivato, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, bandi o altre procedure amministrative in favore di questi inquilini.

Infine, una precisazione arriva sul fronte dell'Imu sulle abitazioni invendute. Il decreto adesso specifica che nel 2013 l'imposta resta dovuta fino al 30 giugno. L'esenzione a favore delle imprese, quindi, scatterà solo dalla seconda rata dell'Imu, in scadenza a dicembre, come già affermato dalla prima formulazione del provvedimento.


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