Lavori Pubblici

Piano distributori elettrici, 90mila punti entro il 2016 e Fondi per 20 milioni dalle Infrastrutture per i progetti delle regioni

Massimo Frontera

Il piano nazionale per la diffusione capillare di punti di ricarica di veicoli elettrici ha un orizzonte al 2020 di 130mila punti di ricarica pubblici. Ma i "distributori" privati saranno molti di più. Previsti incentivi urbanistici e fondi statali (50 milioni nel 2013-2015)

Il piano infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici abbandona il regno delle ipotesi ed entra nella fase della progettualità. Dopo l'ok in conferenza unificata – ottenuto la scorsa settimana (nella seduta del 17 ottobre – il Piano messo a punto dal ministero delle Infrastrutture il 9 luglio scorso ha finalmente ottenuto il formale consenso di Regioni e Comuni. Pochi gli emendamenti introdotti nel testo (disponibile sul sito di «Edilizia e Territorio», per gli abbonati), volti soprattutto a garantire agli enti locali un posto ai tavoli che decideranno i provvedimenti attuativi, a cominciare dai criteri per ottenere i cofinanziamenti statali.

Il piano ha un orizzonte ambizioso: la realizzazione di almeno 130mila punti di ricarica pubblici entro il 2020, di cui almeno 110mila entro il 2018 e almeno 90mila entro il 2016. L'obiettivo al 2020 è leggermente superiore a quello di 125mila indicato per l'Italia dalla Commissione europea.

Queste cifre riguardano però solo l'obiettivo minimo dei punti di ricarica accessibili al pubblico. Al contrario, i punti di ricarica privati (inclusi quelli aperti al pubblico), installati in condomini, stazioni di servizio (urbane, extraurbane e autostradali), parcheggi (di centri commerciali, cinema) o presso le aziende, saranno molti di più. Su questo il piano non fornisce quantificazioni, limitandosi a precisare che i punti ri ricarica pubblici «devono rappresentare almeno il 10% del numero complessivo delle infrastrutture presenti in un territorio». E più avanti si precisa: «Fornire una proporzione tra i punti di ricarica accessibili a tutti e punti di ricarica accessibili solo ai privati si ritiene necessario ad evitare una eccessiva infrastrutturazione pubblica, che non è esatta garanzia di diffusione dei veicoli elettrici».

I FONDI PUBBLICI
La regia del piano sarà in capo al dicastero guidato da Maurizio Lupi, e in particolare gestito dalla direzione generale per lo Sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali. Il piano è finanziato con un apposito fondo da 50 milioni, di cui 20 nel 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Il Mit potrà cofinanziare fino al 50% le spese sostenute per l'acquisto, l'installazione degli impianti. Potrà inoltre cofinanziare, sempre al 50% i progetti presentati dalle Regioni per lo sviluppo delle reti infrastrutturali nell'ambito degli accordi di programma. Tali accordi di programma regionali dovranno essere approvati con Dpcm, previa delibera Cipe e intesa in conferenza unificata. Il Mit dovrà anche emanare un Dm per finanziare con 5 milioni (dei 20 complessivamente stanziati per il 2013) a progetti specifici nelle aree urbane.

Un apposito tavolo (Misteg), aperto anche a comuni, province e Regioni (e con anche il ministero dell'Ambiente), individua i criteri di valutazione dei progetti che potranno concorrere al cofinanziamento.

EDIFICI ESISTENTI E NUOVI
Sul fronte dell'iniziativa privata si apre la possibilità di un adeguamento tecnologico degli edifici esistenti (da realizzare attraverso programmi integrati) secondo quanto prevede il codice dell'edilizia, modificato dal decreto legge 83/2012 (si veda riquadro in pagina).

Protagonisti in questo senso potranno essere anche i condomìni che deliberino l'installazione della necessaria apparecchiatura per la ricarica. Il piano del governo prevede anche forme di incentivo concesse dai Comuni, come «l'esonero e le agevolazioni in materia di tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche».

RICADUTE URBANISTICHE
I Comuni dovranno fare la loreo parte. Le infrastrutture per la ricarica (pubbliche o private) acquistano dignità di opere di urbanizzazione primaria. In questo senso le Regioni dovranno legiferare indicando «contenuti, modalità e termini temporanei tassativi» per inserire nei Prg la previsione di uno «standard minimo» di dotazione di impianti, sia pubblici, sia di uso collettivo in zone aperte al pubblico (attività commerciali, terziarie e produttive di nuovo insediamento).

I piani della mobilità comunali dovranno essere integrati dalla nuova componente elettrica. Non solo. Dal 1 giugno 2014, i comuni dovranno adeguare i regolamenti edilizi prevedendo nelle concessioni relative a immobili residenziali di oltre 500 mq (nuove edificazione o riqualificazioni) l'installazione di punti di ricarica.

Scarica il PIANO NAZIONALE INFRASTRUTTURALE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ALIMENTATI DA ENERGIA ELETTRICA

Scarica l'EMENDAMENTO DELL'ANCI inserito in sede di seduta della conferenza unificata del 17 ottobre 2013


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