Lavori Pubblici

Tempo determinato, intervalli ridotti solo per i contratti conclusi dopo il 28 agosto

Giuseppe Latour

I vecchi accordi di flessibilizzazione sono da cestinare. Le ultime modifiche alla disciplina dei contratti a termine hanno depotenziato, di fatto, gli accordi presi a livello di singola azienda per ridurre gli intervalli tra un contratto a termine e l'altro. È quanto ha chiarito il ministero del Lavoro con una nota dello scorso 4 ottobre , a firma del segretario generale Paolo Pennesi.

La questione riguarda gli accordi stipulati a livello aziendale per ridurre gli intervalli temporali minimi tra due contratti a termine. Questi potevano derogare alla vecchia formulazione della legge Fornero, in base alla quale la durata ordinaria dell'intervallo doveva essere di 60 giorni per i contratti fino a sei mesi e di 90 giorni per quelli di durata superiore. Alle singole aziende era lasciata la possibilità, tramite gli accordi e con il consenso dei dipendenti, di abbattere il limite a 20 e 30 giorni.

Al dicastero sono arrivati molti quesiti di imprese che chiedono quale debba essere il destino di questi accordi di flessibilizzazione all'indomani del decreto legge n. 76/2013. Il provvedimento, voluto dall'attuale ministro del Welfare Enrico Giovannini, ha infatti abbattuto tale limite a 10 e 20 giorni, sotto la soglia fissata dai contratti.

Secondo la nota, per rispondere alle domande bisogna contestualizzare i diversi interventi a livello temporale: «Tale regolamentazione contrattuale, allora di migliore favore, appare oggi superata a seguito del più recente intervento normativo che ha ridotto in via ordinaria lo spazio temporale tra due contratti». Gli interventi di flessibilizzazione, allora, risultano vanificati dalla novità normativa e diventano nulli. Discorso diverso per gli accordi conclusi dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto (lo scorso 28 agosto), convertito con la legge n. 99/2013. Questi potranno «prevedere una riduzione o addirittura un azzeramento dei predetti intervalli di 10 o 20 giorni».


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