Lavori Pubblici

Incentivo per i piani urbanistici in house, Autorità: chiarire che vale anche per i regolamenti

Mauro Salerno

Specificare che l'incentivo del 30% degli atti di pianificazione svolti dai dipendenti delle amministrazioni pubbliche si applica anche agli atti a contenuto normativo, come i piani regolatori o i regolamenti edilizi. È quello che l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici chiede al Parlamento, con un atto di segnalazione depositato la settimana scorsa

Specificare che l'incentivo del 30% degli atti di pianificazione svolti dai dipendenti delle amministrazioni pubbliche si applica anche agli atti a contenuto normativo, come i piani regolatori o i regolamenti edilizi. È quello che l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici chiede al Parlamento, con un atto di segnalazione depositato la settimana scorsa (clicca qui per scaricare il documento ).

Al centro del provvedimento c'è un incentivo economico molto ambito tra i tecnici in forza alle amministrazioni. Si tratta del "bonus" previsto dall'articolo 92, comma 6, del codice dei contratti, gemello dell'incentivo del 2% previsto dal comma 5 del medesimo articolo. La norma stabilisce che «il trenta per cento della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione comunque denominato» è ripartito «tra i dipendenti dell'amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano redatto».

Secondo l'Authority la «ratio legis è quella di favorire l'ottimale utilizzo delle professionalità interne ad ogni amministrazione e di assicurare un risparmio di spesa sugli oneri che la stessa amministrazione dovrebbe sostenere per affidare all'esterno gli incarichi tecnici».
Il pomo della discordia è la mancata definizione puntuale dell'attività dei dipendenti da incentivare. Meglio: l'ambigua definizione dell'atto di pianificazione «comunque denominato». Al momento il compito di individuare precisamente gli atti di pianificazione che possono far scattare il premio è lasciato ai regolamenti interni alle amministrazioni. Ma non sono mancate le contestazioni. E così l'Autorità ha provato a dire la sua, affidando a due provvedimenti risalenti addirittura al 2000, un indirizzo mirato a includere «oltre che i vari tipi di atti di pianificazione, anche gli atti a contenuto normativo, quali per esempio i regolamenti edilizi, che accedono alla pianificazione». In questa categoria rientrerebbero dunque anche «i piani di lottizzazione, i piani per insediamenti produttivi, i piani di zona, i piani particolareggiati, i piani regolatori, i piani urbani del traffico, e tutti quegli atti aventi contenuto normativo e connessi alla pianificazione, quali i regolamenti edilizi, le convenzioni, purché completi per essere approvati dagli organi competenti».

Di tutt'altro avviso la Corte dei Conti. Anche i giudici contabili sono intervenuti sul riconoscimento di questo particolare bonus ai dipendenti pubblici con una "lettura" molto meno generosa di quella avanzata dall'Autorità. per la Corte la possibilità di riconoscere il premio va ben circoscritta e prevista «esclusivamente nel caso in cui lo strumento di pianificazione sia strettamente connesso con la realizzazione di un'opera pubblica e non anche in relazione alla redazione di atti di pianificazione generale, quali possono essere il piano regolatore o una variante generale, i quali costituiscono diretta espressione dell'attività istituzionale dell'ente e non giustificano la deroga al principio dell'onnicomprensività della retribuzione». Insomma niente atti a contenuto normativo, ma solo atti «di pianificazione urbanistica puntuali», «che afferiscono cioè alla progettazione di un'opera pubblica».

Per sciogliere la matassa l'Autorità invoca l'intervento del Parlamento invitato a integrare l'articolo 92 del codice in modo da «individuare in maniera chiara la tipologia di atti di pianificazione in relazione ai quali è possibile riconoscere l'incentivo ivi contemplato in favore dei tecnici interni che li hanno redatti, in modo da contemplare espressamente anche il riferimento a quegli atti che afferiscono, sia pure mediatamente, alla progettazione di opere o impianti pubblici o di uso pubblico».


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