Lavori Pubblici

Agibilità «parziale» e autocertificazione: più semplice l'utilizzo di nuove costruzioni

Massimo Ghiloni

Possibile utilizzare subito parti di un nuovo edificio o singole unità immobiliari: le imprese possono così vendere «a pezzi» e le famiglie utilzzare parti delle nuove stanze realizate con una ristrutturazione

L'articolo 30 del decreto legge n.69/2013 (decreto del Fare), integrando l'articolo 24 del Testo Unico Edilizia D.P.R. n.380/2001, ha introdotto la possibilità del rilascio del certificato di agibilità parziale, tema finora oggetto di discordanti indirizzi giurisprudenziali e di comportamenti differenziati da parte degli enti locali.
La disposizione, per agevolare il superamento della crisi del mercato immobiliare, consente, perciò,operazioni di vendita o di utilizzazione in progress di porzioni di edifici, in attesa del completamento finale dell'intera trasformazione urbanistica, quasi a sostituire la c.d. "vendita sulla carta" dei tempi favorevoli per l'edilizia.

AGIBILITA' PARZIALE, QUANDO PUO' ESSERE CHIESTA

Il certificato di agibilità può infatti essere ora richiesto per:

EDIFICI SINGOLI O SINGOLE PORZIONI DELLA COSTRUZIONE, a condizione che:
- siano funzionalmente autonomi;
- siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all'intero intervento edilizio;
- siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse ,nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni.

SINGOLE UNITA' IMMOBILIARI, A condizione che:
- siano state completate e collaudate le opere strutturali connesse;
- siano stati certificati gli impianti;
- siano state completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all'edificio.

Le parti oggetto di agibilità dovranno, altresì, rispettare le condizioni di salubrità, igienicità, aerazione e sicurezza richieste per la permanenza dell'uomo che può risolversi nel soggiorno prolungato, come nella semplice frequentazione duratura.

Si sottolinea che l'agibilità deve essere richiesta per nuove costruzioni, ricostruzioni, sopraelevazioni e interventi sull'edificato che incidono sulla stessa.

Il testo originario del decreto legge prevedeva in caso di agibilità parziale la proroga del termine di ultimazione dell'opera di tre anni, ma tale previsione è stata soppressa in sede di conversione in legge ad opera della l. n.98/2013.

LA NUOVA PROCEDURA DELL'AUTOCERTIFICAZIONE
Il decreto legge n.69/2013,riprendendo quanto già stabilito per le attività produttive dal D.P.R. n.1°/2010, introduce un procedimento basato sull'autocertificazione alternativo alla richiesta di agibilità, aggiungendo il comma 5 bis all'art.25 del Testo Unico Edilizia in base al quale l'interessato può ora presentare per tutte le costruzioni una dichiarazione redatta dal direttore lavori o, se non nominato,da un professionista abilitato con la quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità, corredata dalla richiesta di accatastamento e dalla dichiarazione dell'impresa installatrice che attesti la conformità degli impianti nonché della documentazione relativa al collaudo statico,alla conformità antisismica,al superamento delle barriere architettoniche ed alle condizioni sanitarie.
Le Regioni disciplinano con legge le modalità attuative di questa alternativa alla richiesta di agibilità,con riguardo ad esempio al fatto se debba intendersi automaticamente rilasciata l'agibilità a seguito della presentazione dei documenti, fatti salvi i successivi controlli.


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