Lavori Pubblici

Recupero antisismico: vademecum su progettazione, sconti fiscali, finanziamenti

a cura di Alessandro Arona

Parte per la prima volta in Italia una politica di prevenzione: guida alle detrazioni al 65% e all'accesso ai fondi della protezione civile - Le norme tecniche e i metodi di progettazione e di intervento

Parte per la prima volta in Italia una politica di prevenzione del rischio sismico, incentrata sul rinforzo delle costruzioni esistenti (edifici pubblici e privati).

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Il Piano nazionale di prevenzione lanciato dall'articolo 11 della legge 77/2009 (post terremoto in Abruzzo), che stanzia 965 milioni di euro in sei anni, sta entrando ora nel vivo, con l'utilizzo della tranche 2011 da parte delle Regioni e la distribuzione (a metà luglio scorso) dei fondi 2012, la tranche finora più ricca (196,5 milioni dopo quelle da 42,5 e 145 milioni dei primi due anni).

L'altra novità è il varo (nel Dl 63 "Ecobonus"), a decorrere dal 4 agosto scorso e fino al 31 dicembre, delle super detrazioni fiscali del 65% per gli interventi privati di messa in sicurezza sulle prime case e gli edifici non residenziali, nelle zone 1 e 2 di pericolosità sismica (nel Dossier l'elenco dei Comuni).
Si tratta, è chiaro, di misure largamente insufficienti rispetto al fabbisogno. Per l'esiguità dei finanziamenti nel primo caso, e per la strettissima finestra di utilizzo nel secondo.
Tuttavia il Governo Letta cercherà probabilmente di prorogare lo sconto fiscale, o comunque di sostituirlo con un diverso sostegno stabile alla prevenzione sismica, come d'altra parte previsto dall'articolo 15 del Dl 63 convertito, che impegna Governo e Parlamento ad «adottare entro il 31 dicembre 2013» «misure e incentivi selettivi di carattere strutturale finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento, l'adeguamento antisismico e la messa in sicurezza degli edifici esistenti».

Nel (on line da sabato 5 ottobre) e istruzioni su come utilizzare gli sconti fiscali e i finanziamenti della Protezione civile, ma anche le norme tecniche per gli interventi sugli edifici esistenti (i testi e la spiegazione), e le tecniche utilizzabili per la progettazione e gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico.
Il primo passaggio, a cura di un progettista abilitato, è la "valutazione della sicurezza", che è obbligatoria fra l'altro in caso di danni alle strutture post-sisma, o in caso di degrado dovuto a eventi eccezionali (urti, incendi, esplosioni).
L'intervento di pieno adeguamento sismico, cioè portare un edificio esistente allo stesso livello di sicurezza richiesto dalle Ntc alle nuove costruzioni, è obbligatorio solo in caso di sopraelevazione, ampliamento mediante opere strutturalmente connesse, variazioni strutturali di classe o destinazione d'uso.
Due le principali categorie di interventi di miglioramento/adeguamento sismico: 1) quelli volti a incrementare la capacità di resistenza, quali setti in cemento armato, controventi in acciaio, incamiciature (in c.a. o acciaio) a pilastri o pareti, placcature e fascature in materiali fibrorinforzati; 2) quelli volti a "ridurre la domanda", cioè l'impatto del sisma sulle strutture dell'edificio, quali i controventi dissipativi e i sistemi di isolamento sismico applicati alla base dell'edificio (anche su edifici esistenti).


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