Lavori Pubblici

La Corte Ue chiamata a decidere sull'avvalimento plurimo

Mauro Salerno

Finiscono davanti alla Corte di giustizia europea i paletti imposti dalle normative italiane all'istituto dell'avvalimento. Tutto nasce dalla contestazione di un'impresa esclusa da una gara per aver fatto ricorso a più di un'impresa ausiliaria. «La Provincia di Fermo - ricostruisce una nota della Corte Ue - dopo aver ammesso il ricorrente Rti alla procedura di gara, con successivo provvedimento comunicava allo stesso l'esclusione per violazione del divieto di "avvalimento plurimo"». L'articolo 49 comma 6 del Dlgs 163/2006 stabilisce, in tema di partecipazione alle gare di appalto pubbliche, che «per i lavori, il concorrente può avvalersi di una sola impresa ausiliaria per ciascuna categoria di qualificazione».

L'impresa dal canto suo sostiene che tale disposizione contrasterebbe con la direttiva 2004/18/CE, che non prevedrebbe alcun limite numerico per i soggetti di cui l'operatore economico si può avvalere.

Investito della questione, il Tar Marche ha deciso di chiamare in causa i giudici europei, chiedendo quindi alla Corte di chiarire se la direttiva 18/2004/CE osti ad una normativa di uno Stato membro (come quella italiana di cui all'art. 49 c.6 del Dlgs 163/2006), la quale vieta di avvalersi di più di un'impresa ausiliaria. Per la sentenza bisognerà attendere qualche settimana.


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