Lavori Pubblici

Dissesto idrogeologico, risoluzione bipartisan impegna il governo

«A 50 anni dalla tragedia del Vajont - afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, primo firmatario della risoluzione sul rischio idrogeologico - è necessario passare dalle parole ai fatti e mettere finalmente in atto serie politiche di prevenzione e tutela del territorio. Proprio per questo la Commissione Ambiente della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione bipartisan, sottoscritta da tutti i gruppi politici, che impegna il Governo a stanziare 500 milioni annui per la difesa del suolo e ad assumere iniziative per rivedere il Patto di Stabilità interno e consentire così agli Enti Locali che hanno risorse di investirle in interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e di contrasto al dissesto idrogeologico. La risoluzione impegna inoltre l'esecutivo a inserire tra le priorità della politica comune europea anche la prevenzione e la tutela del territorio dal rischio idrogeologico, garantendo a tale priorità finanziamenti adeguati».
«Un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio - prosegue Realacci - è la sola ‘grande opera' che serve al Paese per tutelare il nostro fragile suolo, garantire maggiore sicurezza ai cittadini e attivare migliaia di cantieri, con ricadute importanti anche sull'occupazionale. Anziché piangere lacrime di coccodrillo a un Paese come l'Italia, dove negli ultimi cinquanta anni frane e inondazioni hanno provocato secondo dati di Protezione Civile e CNR 7.128 vittime e in cui il costo dei danni legato ad alluvioni e frane fra il 1944 e il 2012 è stimato da Cresme e Ance in 61,5 miliardi di euro, serve un deciso cambio di rotta sulla via della prevenzione».

«La lotta contro il dissesto idrogeologico è una grande emergenza nazionale e rappresenta il più grande investimento infrastrutturale che il nostro Paese ha in questo momento il dovere di compiere» così il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, intervenuto questa mattina in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.
«Le stime dei costi degli interventi da realizzare per la mitigazione di questi rischi ci danno numeri allarmanti: solo per mettere in sicurezza le aree a più elevato rischio idrogeologico servirebbero circa 11 miliardi. Ho già scritto al ministro dell'Economia Saccomanni per sottoporre alla sua attenzione questo problema in vista del varo della legge di Stabilità. In coerenza con il dispositivo delle risoluzioni sul dissesto idrogeologico già approvate da Camera e Senato, come ministro dell'Ambiente ho avanzato la proposta di incrementare annualmente di 500 milioni di euro per i prossimi tre anni la dotazione dei Piani straordinari di intervento. In questo quadro allarmante, sarà inoltre mia priorità chiedere la rimodulazione del Patto di stabilità per gli enti locali protagonisti di interventi contro il dissesto idrogeologico».


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