Lavori Pubblici

Imu e mutui, con la crisi rischio-naufragio per il pacchetto casa

G.La.

In bilico anche la proroga delle autorizzazione paesaggistiche, la riforma del Sistri , le semplificazioni per imprese e professionisti e il riordino del catasto

Dal decreto Imu alla revisione delle autorizzazioni paesaggistiche. Passando per la delega fiscale, il Ddl semplificazioni e la riforma del Sistri. La crisi del Governo Letta complica il percorso parlamentare di tutti i provvedimenti legati all'edilizia. Lunedì pomeriggio le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato faranno il punto sulle priorità dei lavori. Ma c'è il rischio concreto che qualche misura resti impigliata a pochi metri dall'approvazione finale.

Il pacchetto più consistente di misure a rischio è contenuto nel decreto Imu (Dl n. 102/2013), attualmente fermo presso le commissioni Finanze e Bilancio della Camera. Prima che scoppiasse la bagarre politica, questa settimana era programmata la presentazione degli emendamenti. Il prossimo 7 ottobre il testo sarebbe dovuto arrivare in Aula per completare la prima fase della conversione. A questo punto slitterà certamente e diventa seriamente a rischio. Il termine massimo per completare l'iter parlamentare è, infatti, il prossimo 30 ottobre.

I problemi che potrebbe causare il suo naufragio sono notevoli. Il testo contiene, anzitutto, la cancellazione della prima rata dell'Imu per la prima casa, i terreni agricoli e i fabbricati rurali. Ma, soprattutto, porta l'abolizione dell'imposta per gli immobili invenduti, a partire dalla seconda rata 2013. E non finisce qui. A rischio c'è anche il pagamento di una tranche da 7,2 miliardi di debiti della Pa per il 2014, oltre a tutto il pacchetto casa. Secondo il provvedimento, infatti, Cassa depositi e prestiti avrebbe dovuto mettere a disposizione delle banche due miliardi di euro per l'erogazione di nuovi mutui da destinare all'acquisto dell'abitazione principale. Senza contare i quattro fondi a sostegno di affittuari e acquirenti di prime case, per un totale di 240 milioni di euro.

L'effetto totale di tutte queste misure, secondo le stime dell'Ance, potrebbe produrre un'iniezione fino al 10% sugli attuali livelli di mercato: nuove compravendite per 44mila alloggi (rispetto ai 444mila nel 2012), un giro d'affari aggiuntivo sul mercato immobiliare di 8,1 miliardi, investimenti integrativi per la costruzione di nuove abitazioni dell'ordine di 1,3 miliardi (la stima 2013 è di 23 miliardi), che possono tradursi in un volano complessivo per l'economia di 4,4 miliardi.

Il pacchetto casa, però, non è l'unico a rischiare con la crisi in atto. Sempre alla Camera dovrebbe essere convertito il decreto sui beni culturali (Dl n. 91/2013). In questo caso si tratta di una corsa contro il tempo, perché il termine per la conversione è fissato al prossimo 8 ottobre. Il testo introduce un allungamento d'ufficio di tre anni per tutte le autorizzazioni attualmente in vigore e accorcia il periodo di proroga d'ufficio rispetto al quinquennio di base a soli dodici mesi. Sempre il 30 ottobre è fissato il termine massimo per confermare i contenuti del decreto sulla razionalizzazione della Pa (Dl n. 101/2013). Si tratta di un provvedimento strategico, perché porta una revisione complessiva dei tempi di entrata in vigore del Sistri, alleggerendo molto la vita alle imprese.

E sembrano destinati ancora una volta al naufragio due disegni di legge già mandati al macero dal precedente esecutivo. Si tratta del Ddl semplificazioni, riproposto dal ministro per la Pa Gianpiero D'Alia e fermo in commissione Affari costituzionali al Senato. Contiene, tra le altre cose, una riforma della Via e della Vas e diverse novità in materia di titoli abilitativi: viene facilitata l'approvazione di varianti ai permessi di costruire. Altro fallimento probabile, infine, è quello della delega fiscale. Dopo la laboriosa approvazione della Camera, il passaggio a Palazzo Madama appare adesso uno scoglio insormontabile. Ancora una volta, allora, tornerà nel cassetto la riforma del catasto con l'allineamento degli estimi ai valori di mercato.


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