Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, investimenti delle Regioni fuori dal patto di stabilità

Gli investimenti da parte delle Regioni per realizzare nuove scuole potranno essere conteggiati fuori dal patto di stabilità. Lo prevede l'articolo 10, comma 2 del decreto legge 104/2013 pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 12 settembre.

La novità riguarda gli investimenti sia destinati a nuove scuole sia a interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, efficientamento energetico di immobili di proprieta' pubblica adibiti all'istruzione scolastica.

Gli investimenti devono essere previsti nella programmazione triennale 2013-2015. Non solo.
Per questi investimenti, le Regioni - previa autorizzazione da parte del Mef (d'intesa con i ministeri dell'Istruzione e delle Infrastrutture) - potranno stipulare «appositi mutui trentennali, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa, la Cassa Depositi e Prestiti, e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attivita' bancaria, ai sensi del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385».

Per la copertura degli oneri di ammortamento, il governo ha messo a disposizione 40 milioni all'anno, «per la durata dell'ammortamento del mutuo, a decorrere dall'anno 2015».

Per l'attuazione della misura serve un decreto dell'Economia (di concerto con l'Istruzione e le Infrastrutture).

«I pagamenti (...) effettuati dalle Regioni - si legge al comma 2 - finanziati con l'attivazione dei mutui di cui al medesimo comma, sono esclusi dai limiti del patto di stabilita' interno delle Regioni per l'importo annualmente erogato dagli Istituti di credito».


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