Lavori Pubblici

Niente cemento armato per i geometri: ancora uno stop dalla Cassazione

Mauro Salerno

Con la sentenza n. 19989 del 30 agosto la Corte ribadisce l'esclusione delle costruzioni in calcestruzzo dalla competenza dei tecnici diplomati

Si aggiunge un nuovo tassello alla querelle sulle competenze tra i tecnici dell'edilizia. Al centro dell'attenzione ancora una volta il ruolo dei geometri nella realizzazione di opere in cemento armato. Con lasentenza numero 19989 del 30 agosto arriva un nuovo stop della Cassazione.

Rigettando il ricorso di un geometra che si era visto negare una parte del corrispettivo la Corte precisa che «ai tecnici solo diplomati (geometri e periti in edilizia) è consentita soltanto la progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere che prevedano l'impiego di strutture in cemento armato a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori, trattandosi di una scelta inequivoca del legislatore dettata da evidenti ragioni dì pubblico interesse, i limitati margini di discrezionalità attesa la chiarezza e tassatività del precetto normativo». Per la Corte dunque, «resta in ogni caso esclusa la competenza del geometra per le modeste costruzioni civili che siano anche in cemento armato».

A sanare la violazione del recinto delle competenze non vale neppure l'intervento di un tecnico laureato in una fase successiva all'ottenimento dell'incarico. Nella sentenza si legge infatti che «il successivo intervento, nella fase esecutiva ed in quella della direzione dei lavori di un tecnico di livello superiore a quello del redattore del progetto originario, non può valere a sanare ex post la nullità per violazione di norme imperative, del contratto d'opera professionale».

E non vale neppure obiettare che i calcoli strutturali sono stati affidati a un ingegnere, mentre il geometra si è occupato solo del disegno architettonico. «Occorre inoltre osservare - spiegano i giudici - che non è consentito neppure al committente scindere dalla progettazione generale quella relativa alle opere in cemento armato poiché non è possibile enucleare e distinguere un'autonoma attività, per la parte di tali lavori, riconducibile ad un ingegnere o ad un architetto; infatti chi non è abilitato a delineare l'ossatura, neppure può essere ritenuto in grado di dare forma al corpo che deve esserne sorretto».

Conclusione? «L'esclusione del compenso professionale, nel caso considerato, discende dall'applicazione del disposto dell'art. 2331, comma primo ce. che, nei casi in cui l'esercizio di un'attività professionale sia condizionato all'iscrizione in un albo o elenco, espressamente nega l'azione per il pagamento del compenso al professionista non iscritto(Cass. 2/9/2011 n. 18038)».


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