Lavori Pubblici

Ance Friuli: immobili bene più tartassato d'Italia

«Il prelievo fiscale sulla casa è stato sempre oggetto di grandi discussioni, nel presupposto unanimemente riconosciuto che l'imposizione è oggi, come ieri, arrivata ad un livello nsostenibile. Avere approvato un provvedimento che incide sull'Imu, non giustifica a sostenere che il governo abbia adottato misure in favore di qualcuno e in danno ad altri. L'immobile e' e resta il bene più tartassato d'Italia». A dirlo Roberto Contessi, presidente dei costruttori edili friulani aderenti a
Confindustria Udine.

«L'abolizione dell'Imu - spiega - nelle forme che saranno definite con il decreto di metà ottobre, incide su un'imposta di dubbia legittimità costituzionale. L'Ici prima, introdotta nel 1992 a titolo di imposta straordinaria sugli immobili, e poi di fatto resa continuativa, e l'Imu dopo, assoggetta il bene casa non alle capacita' reddituali di ciascun contribuente, come impone l'articolo 53 della Costituzione "ciascun cittadino paga le imposte in ragione della rispettiva capacità contributiva', bensi' in termini esclusivamente patrimoniali».

«Inoltre - sempre Contessi - la manovra del governo ha un impatto diverso da ciò che appare in quanto lega l'operazione alla nascita di una nuova imposta dai contorni ancora non definiti. L'esclusione dell'Imu per i fabbricati costruiti ed ancora invenduti non e' certamente un regalo ai costruttori, ma la tardiva correzione di una assurda imposizione. Mantenerla sarebbe stato come obbligare il venditore di automobili a pagare la tassa di circolazione anche per le auto presenti nell'autosalone ed ancora invendute».


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