Lavori Pubblici

Sistri, la tracciabilità limitata solo ai rifiuti pericolosi

Giuseppe Latour

Sistri limitato ai rifiuti pericolosi. E' la novità, già annunciata nelle scorse settimane, inserita ieri dal Governo nel pacchetto sulla pubblica amministrazione approvato in Consiglio dei ministri. Il sistema per la tracciabilità dei rifiuti scatterà in due tempi, tra ottobre e marzo prossimi, ma non riguarderà più tutto il materiale trattato da produttori e trasportatori. In questo modo, la platea dei soggetti interessati si riduce di circa il 75 per cento.

Il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato lo aveva già anticipato a fine luglio, ma adesso la novità è stata definitivamente approvata. Il Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi. I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria.

L'entrata in vigore della novità sarà scaglionata in due tempi. Il Sistri sarà operativo dal primo ottobre prossimo per i nuovi produttori, per chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi e anche per enti e imprese che lo vogliano utilizzare su base volontaria mentre per i produttori cosiddetti iniziali, per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania l'inizio dell'operatività sarà il tre marzo 2014. Sul punto il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando spiega: "Dal primo ottobre il Sistri parte per i gestori di rifiuti pericolosi; non per i produttori, che cominceranno il tre marzo 2014 solo se nel frattempo saranno intervenute le semplificazioni e gli adeguamenti necessari al sistema. La platea interessata dal primo ottobre passa da 70.000 a 17.000 utenti". Le semplificazioni in questione sono finalizzate anche ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema e verranno stabilite periodicamente con decreto del ministero.

"Per la Regione Campania invece – prosegue Orlando - permane una previsione più amplia, per contrastare lo smaltimento illegale dei rifiuti, integrandosi con il divieto di importazione di rifiuti speciali e pericolosi da altre Regioni". Tutti i rifiuti urbani, infatti, saranno sottoposti al Sistri. E' la prima volta in assoluto che viene utilizzato un sistema di tracciamento così approfondito.
Un passaggio importante viene dedicato alle sanzioni. In sede di prima applicazione della disciplina si prevede, infatti, una moratoria dell'applicazione delle sanzioni per le violazioni meramente formali.
Si pensa, ad esempio, al caso in cui siano stati semplicemente violati degli obblighi di trascrizione. Se, però, l'omissione dovesse essere ripetuta, la sanzione scatterà comunque.

Soddisfazione arriva dal presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci: "Dato che il Sistri ad oggi si è rivelato poco efficace a raggiungere l'obiettivo, è positivo che si punti a una sua semplificazione e razionalizzazione per arrivare a un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende che sia semplice, efficace e trasparente". Per questo è "molto positiva la scelta del ministro dell'Ambiente e del Governo di rivedere l'applicazione del Sistri, limitandola alle aziende che gestiscono rifiuti pericolosi, in attesa di mettere in campo forme di contrasto allo smaltimento illegale dei rifiuti che non appesantiscono inutilmente la vita delle imprese con procedure burocratiche di dubbia utilità".


© RIPRODUZIONE RISERVATA