Lavori Pubblici

Priorità alle zone R4, se l'abbattimento non avviene entro 120 giorni il comune perde i soldi

Massimo Frontera

Il testo approvato dal consiglio dei ministri è di 7 articoli. Gli enti devono attivarsi per recuperare dai privati i costi sostenuti per l'abbattimento dei manufatti abusivi

Nuove norme ad hoc per demolire immobili abusivi in aree a rischio idrogeologico. Le ha approvate il Consiglio dei ministri, varando un disegno di legge che mette a disposizione una dotazione di 10 milioni concepito come primo "nocciolo" di un fondo rotativo.

La legge, molto snella - appena 7 articoli - è affidata all'iter parlamentare.

Sono 258mila, secondo il Cresme, gli immobili abusivi (tra nuove edificazioni e ampliamenti di rilevante entità) realizzati tra il 2003 e il 2011. Molto inferiore il numero degli immobili effettivamente demoliti: 4.956 edifici su 46.760 ordinanze emesse tra il 2000 e il 2011 da 72 comuni capoluogo di provincia. Uno dei nodi è quello dei soldi.

Per questo, il Ddl approvato in Cdm istituisce un fondo presso il ministero dell'Ambiente, con una dote iniziale di 10 milioni a valere sul Fondo per esigenze di tutela ambientale (Articolo 1, comma 432, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) dove, secondo la relazione tecnica, sono disponibili quasi 20,7 milioni. A parte la dote iniziale il fondo assume un carattere rotativo perché si prevede di alimentarlo con i soldi che i comuni devono chiedere ai privati a titolo di risarcimento dei costi sostenuti per l'abbattimento (inclusi interessi e rivalutazioni). I comuni sono obbligati ad attivarsi entro un mese nei confronti del proprietario per rientrare dei costi della demolizione, ovviamente nel caso che il privato non abbia già provveduto entro i termini all'abbattimento.

Le somme appostate sul bilancio dell'Ambiente sono aggiuntive rispetto ad altri canali di finanziamento o capitoli utilizzati per lo stesso fine. Se l'edificio non viene abbattuto entro 120 giorni a partire dall'erogazione dei fondi, il Comune dovrà restituire i soldi.

La priorità sarà data agli edifici realizzati nelle zone classificate a rischio molto elevato (R4).

Per ottenere i soldi dal ministero, il Comune deve allegare alla richiesta (domanda di concessione) una relazione con il progetto delle attività di rimozione o demolizione, la lista dettagliata dei costi, l'elenco delle opere e degli immobili interessati da richieste di demolizioni e infine tutti i documenti che attestano «l'inottemperanza ai provvedimenti di demolizione» da parte dei proprietari dell'immobile.


© RIPRODUZIONE RISERVATA