Lavori Pubblici

Demolizione e ricostruzione con cambio sagoma più difficile in centro

Mauro Salerno

Sostituzione edilizia con cambio di sagoma più difficile nei centri storici. In Parlamento sono passati una serie di paletti che rischiano di "svuotare" la portata innovatrice della semplificazione introdotta dal governo nel decreto fare e mirata a incentivare gli interventi di riqualificazione "pesante" del patrimonio immobiliare, introducendo la possibilità di modificare l'aspetto degli edifici sottoposti a demolizione con successiva ricostruzione senza alternarne i volumi. Un modo per innervare di tecnologia e soluzioni contemporanee i vecchi immobili, per i quali risulterebbe più conveniente un intervento di sostituzione che di recupero.

Rispetto alla versione iniziale del decreto non sarà più possibile avviare gli interventi nei centri storici (zone omogenee A) sulla base di una semplice segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Meglio: nella versione del decreto fare andata in Gazzetta si prevedeva la possibilità di attivare l'operazione con Scia, salvo attendere 20 giorni prima di iniziare i lavori.

L'emendamento approvato in Parlamento fa praticamente retromarcia rispetto a questa previsione. In pratica la possibilità di autorizzare con Scia la sostituzione edilizia con cambio di sagoma nei centri storici è sospesa fino a quando i singoli Comuni non decideranno con delibera le aree nelle quali questa misura sarà possibile. Una soluzione che, soprattutto nei Comuni meno vocati alla "contemporaneità", rischia di limitare fortemente l'applicazione concreta di questa norma.

Un altro paletto viene inserito anche alla possibilità di rendere agibili singole porzioni di complessi immobiliari venendo incontro alla crisi del mercato. Si potrà ancora fare, ma oltre al completamento e al collaudo di urbanizzazioni primarie e parti comuni, il testo del decreto approvato in commissione precisa che bisogna attendere anche il completamento delle parti strutturali connesse nonché la certificazione e il collaudo degli impianti.

Vediamo le altre novità approvate in parlamento in tema di riqualificazione del patrimonio immobiliare e sviluppo urbano.

Edilizia scolastica
. Dopo i 300 milioni del decreto originario, la legge di conversione trova altri 150 milioni di euro da destinare alla messa in sicurezza delle scuole per l'anno 2014. L'assegnazione sarà fatta con decreto del ministero dell'Istruzione entro il 30 ottobre del 2013, sulla base di progetti presentati dagli enti locali entro il 15 settembre prossimo. Ma questi dovranno usare il denaro che gli sarà assegnato entro il 28 febbraio del 2014, pena la revoca totale dei finanziamenti.

Piano «6mila campanili»
. Il fondo per i piccoli interventi per i Comuni con meno di 5mila abitanti: confermato lo stanziamento di 100 milioni, si aggiunge che bisognerà trovare nei fondi europei 2014-2020 le risorse per continuare il programma fino al 2020. Saranno ammesse anche infrastrutture annesse o funzionali alle reti telematiche NGN o wi-fi.


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