Lavori Pubblici

Appalti in lotti per favorire le Pmi, Durc valido per più contratti, anticipi: le semplificazioni del decreto fare

Mauro Salerno, Giorgio Santilli, Alessandro Arona, Massimo Frontera

D'Aula della Camera ha approvato, con voto di fiducia, il cosiddetto decreto del fare (Dl 69/2013). Ora il provvedimento passa al Senato: il Durt verso la cancellazione. Buzzetti: bene l'anticipazione appalti, ma se passa il Durt siamo pronti a scendere in piazza

Con 344 voti a favore e 136 contrari l'Aula della Camera ha approvato, con voto di fiducia, il cosiddetto decreto del fare (Dl 69/2013). Ora il provvedimento passa al Senato. Sul provvedimento il governo aveva chiesto e ottenuto la fiducia. Il rallentamento dei lavori sono stati causati dall'ostruzionismo messo in atto dal M5S. Ora tocca sugli ecobonus (Dl 63/2013) che scade il 4 agosto e richiede un terzo passaggio al Senato. Intanto appare ormai certo un passo indietro sul Durt, che ha raccolto proteste da ogni parte, persino da parte dello stesso Movimento 5 Stelle che lo aveva proposto e che ora ha fatto marcia indietro. La cancellazione della misura nel corso della discussione al Senato è data per certa.

Le misure del decreto del fare
Non c'è solo il ritorno dell'anticipazione (facoltativa) del 10% del prezzo dei lavori pubblici o le correzioni sul Durc tra le novità del decreto fare apportate in corso di esame del provvedimento in Parlamento. Il testo che sarà approvato oggi in prima lettura dalla Camera dopo l'ulteriore passaggio in commissione deciso ieri è stato notevolmente rivisto rispetto a quello varato dal governo e andato in Gazzetta Ufficiale un mese fa. E su questo il governo ha deciso di andare avanti ponendo la questione di fiducia.

«Da qui alla pausa estiva dei lavori parlamentari abbiamo un calendario complicato: bisogna esaminare sei decreti legge, le leggi europee, il Ddl di riforma costituzionale, il testo sul finanziamento pubblico ai partiti e quello sull'omofobia: affrontare il voto su 800 emendamenti al Dl Fare non consentirebbe di riuscire ad esaminare tutto in tempo», ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini annunciando la questione di fiducia sul testo. Non ci sono stati "maxiemendamenti" ma la fiducia è stata posta e approvata dalla Camera. «Abbiamo rispettato integralmente il testo delle commissioni», ha detto Franceschini.

Tra le novità in tema di appalti spicca ad esempio la spinta alla suddivisione in lotti degli appalti. Una misura a favore delle piccole e medie imprese che ha fatto capolino in molti provvedimenti governativi senza mai arrivare al traguardo finale. Ci sono poi nuovi ritocchi al codice degli appalti con nuovi riferimenti alla verifica dei requisiti delle imprese tramite la banca dati gestita dall'Autorità nazionale dei lavori pubblici e ritocchi al metodo di calcolo del prezzo più basso con l'esclusione delle spese per il personale e la sicurezza. Vediamo i principali capitoli.

Suddivisione in lotti. Tra gli emendamenti approvati in commissione figura l'obbligo per le stazioni appaltanti di motivare la scelta di non suddividere l'appalto in lotti nella delibera a contrarre. E tra i compiti affidato all'Autorità di vigilanza viene inserito anche quello di garantire la «tutela delle piccole e medie imprese attraverso adeguata suddivisione degli affidamenti in lotti funzionali».

Durc per più appalti. Il decreto fare si adegua alla sentenza del Consiglio di stato che ha abbattuto i paletti nell'utilizzo del Durc (clicca qu i). Il documento sarà valido anche per più appalti. L'estensione della durata prima allungata da 90 a 180 giorni, viene però ora ridotta a 120 giorni.

Prezzo più basso. Cambiano i criteri di individuazione del prezzo più basso. Nell'assegnazione delle gare di appalto bisognerà tenere fuori dai ribassi il costo del personale e quello per le spese di sicurezza. La novità prende forma tramite una modifica al codice degli appalti. Confermata la predisposizione di modelli semplificati per piani di sicurezza nel caso quest'ultimo non sia previsto ai sensi della legge 494/1196.

Banca dati appalti. Spunta un nuovo termine per l'avvio della banca dati gestita dall'Autorità di Vigilanza per la verifica dei requisiti delle imprese. L'avvio del sistema Avcpass, previsto per il primo luglio 2013 è stato fatto slittare sul filo di lana da Via Ripetta al primo gennaio 2014. Il decreto fare introduce una novità. La documentazione comprovante il possesso dei requisiti «andrà acquisita esclusivamente» tramite banca dati a partire da tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Anticipazione lavori pubblici. L'anticipazione al 10% sul pagamento degli appalti pubblici sarà solo facoltativa. La possibilità vale fino al 31 dicembre 2014 e in più, rispetto alla versione originaria dell'emendamento proposta dal Governo, sarà una semplice facoltà e non un obbligo. In questo modo la norma perde molta della sua efficacia, dal momento che le stazioni appaltanti con problemi di cassa saranno disincentivate a dare soldi agli appaltatori prima del tempo.

Terre da scavo
. In materia di terre e rocce da scavo arriva l'attesa semplificazione del sistema di gestione dello smarino. Viene, di fatto, introdotta una nuova procedura semplificata che sarà applicabile sia ai piccoli cantieri sotto i 6mila metri cubi di materiale estratto sia ai cantieri intermedi, non sottoposti a Via e Aia. Le imprese impegnate in queste categorie di lavori potranno utilizzare le procedure dell'articolo 184 bis del Codice ambiente (Dlgs n. 152/2006), opportunamente emendato con una serie di semplificazioni che, ad esempio, consentono di cambiare la destinazione di riutilizzo del materiale o di allungare i tempi della procedura oltre l'anno finora previsto.

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