Lavori Pubblici

Aniem: giusto reintrodurre l'anticipazione del 10% sui lavori

«Le piccole e medie imprese possono iniziare nuovamente a camminare da sole senza puntare unicamente sull'aiuto delle banche e, nei casi peggiori, sugli usurai». È questo il commento di Angelo Santoro, Vice Presidente di Aniem alla notizia dell'approvazione, all'interno della legge di conversione del decreto del fare (Dl 69/2013) dell'emendamento che reintroduce l'anticipazione alle imprese appaltatrici nel settore dei lavori pubblici. Non sarà però un obbligo, ma una facoltà, valida fino al 31 dicembre 2014.

«Ci auguriamo che possa divenire presto obbligatoria, dato che il reinserimento del 10% dell'anticipazione consente di dare ossigeno ad un sistema imprenditoriale ai limiti della paralisi operativa», commenta Santoro che, si legge in una nota diffus dall'Aniem «nei mesi scorsi aveva presentato la proposta alle Istituzioni preposte, tra cui l'On. Sabrina de Camillis, Sottosegretario ai rapporti con il Parlamento e al Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi».

«Si tratta di una grande vittoria per l'associazione e per tutti i suoi associati, perché l'anticipazione ridà fiducia e speranza alle imprese del settore, in particolar modo le piccole dell'edilizia, già sottoposte ad una forte pressione del sistema bancario, in un momento in cui le amministrazioni pubbliche si mostrano incapaci di rispettare i tempi e gli impegni relativi ai pagamenti per i lavori acquisiti. Non scordiamoci che solo nell'ultimo anno, hanno chiuso circa 10 mila imprese e 300.000 lavoratori hanno perso il lavoro nel settore delle costruzioni dall'inizio della crisi».


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