Lavori Pubblici

Pietro Grasso: «Bene l'Authority, ma va potenziato il dialogo con la magistratura» - Il testo della Relazione annuale

Alessandro Arona e Giuseppe Latour

Nella relazione annuale del presidente Sergio Santoro forte attenzione alla crisi delle costruzioni: «Pagare subito gli arretrati, passare alla gestione di cassa»

«Il settore degli appalti pubblici resta il più esposto a corruzione, frodi, conflitto di interessi, infiltrazioni della criminalità organizzata. Molto si è fatto in questi anni, e proficuio è stato il lavoro dell'Autorità di vigilanza sui contratti publici, unica in Europa specifica per il settore. Ma temo che questi risualtati siano ancora insufficienti: ci sono ancora diffuse sacche inefficienza e illegalità nel settore, e per contrastare quest'ultima va potenziata la cooperazione tra Autorità di vigilanza e magistratura».

E' molto più di un saluto quello rivolto dal presidente del Senato Pietro Grasso, fino a pochi mesi fa procuratopre nazionale antimafia, all'apertura della presentazione della Relazione annuale 2012 dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, questa mattina a Palazzo Giustiniani, a Roma (si veda l'altro nostro servizio , LA SINTESI DI SANTORO e il TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE )
Grasso ha però vestito le vesti, oltreché di ex magistrato, anche di politico attento all'economia e alle ragioni delle imprese: «Negli ultimi anni - ha detto - sono stati fatti importanti passi avanti in materia di tracciabilità dei pagamenti e informative antimafia, anche se spesso si produce un eccesso di burocrazia, e qualche riflessione e modifica forse andrebbe fatta». «Il ruolo dell'Autorità - ha aggiunto - deve giustamente essere quello di monitorare il rispetto delle normative, ma anche l'impatto sul mercato, cercando in particolare di tutelare le piccole e medie imprese».

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE SERGIO SANTORO
Calo del mercato, che nel 2012 si è ridotto di un quarto, esplosione della procedura negoziata e forti criticità nel sistema di qualificazione delle imprese. Sono gli elementi più rilevanti della relazione annuale per il 2012 dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, presentata oggi a Roma dal presidente Sergio Santoro.

L'analisi parte dalla fotografia dell'andamento dei bandi. Nel corso del 2012 il mercato dei lavori pubblici si è ridotto del 24,5%, mentre nel primo quadrimestre del 2013 è andata persa una ulteriore quota di mercato pari al 27 per cento. Per contrastare questa situazione, secondo Santoro, «le disposizioni del decreto-legge 69 vanno nella direzione giusta, ma devono essere consolidate con la ricerca di risorse aggiuntive da conseguire con ogni mezzo».

L'anno appena trascorso ha fatto registrare un'esplosione delle procedure negoziate. Secondo i numeri dell'Avcp, queste rappresentano ormai la metà esatta del mercato dei lavori. E questo porta un impatto negativo sulla spesa pubblica. L'Autorità, infatti, ha verificato una relazione tra la diffusione della procedura negoziata nella scelta del contraente e la penalizzazione delle stazioni appaltanti in termini di costo finale dei contratti. Nelle procedure aperte si riscontrano in media valori di ribasso decisamente più elevati rispetto a quelli presenti nelle procedure negoziate, con differenze tra il 5,6 e il 7,5 per cento. Il risparmio potenziale è di oltre un miliardo di euro.

Un lungo passaggio della relazione è stato dedicato al tema della qualificazione. Secondo l'Authority, sono emerse diverse criticità legate soprattutta al sistema delle Soa e al fenomeno delle cessioni fittizie di ramo d'azienda. Problemi che, per Santoro, «pongono l'esigenza di un progetto di revisione complessivo», posto che il meccanismo di accesso al mercato di contratti pubblici, «non sempre appare in grado di garantire l'affidabilità dei concorrenti, come dimostra l'elevato numero di segnalazioni che hanno portato ad annotazioni nel Casellario, né livelli adeguati di efficienza ed economicità del processo competitivo, come dimostrato dalle iniziative di spending review».


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