Lavori Pubblici

Acqua, metodo tariffario defenitivo in vigore dal prossimo gennaio

Giuseppe Latour

Qualche aumento contenuto, secondo l'Autorità di settore. Una crescita decisamente più sostenuta, secondo il Governo. Di certo, a partire dal prossimo primo gennaio entrerà in vigore il metodo tariffario definitivo per l'acqua. E' emerso questo nel corso dell'assemblea generale di Federutility ieri a Roma. La carenza infrastrutturale dell'Italia in questo settore è macroscopica. Secondo i calcoli dell'associazione, servirebbero almeno 2,2 miliardi di investimenti all'anno a fronte degli attuali 1,2.
"Il nostro obiettivo è varare un metodo tariffario definitivo entro il primo gennaio del 2014". Guido Bortoni, presidente dell'Autorità garante per l'energia elettrica e il gas, ha dato rassicurazioni sulla data a partire dalla quale la remunerazione della risorsa idrica diventerà finalmente stabile e certa. Dopo due anni di metodo transitorio, nel 2012 e nel 2013, i tempi appaiono maturi. La svolta arriverà con le sentenze del prossimo autunno, nelle quali i giudici amministrativi valuteranno la regolarità dell'attuale sistema.

Sull'aumento delle bollette, però, Bortoni è parso molto cauto. Federutility ha calcolato che, per compensare il nostro gap infrastrutturale, bisognerebbe passare dagli attuali 26 euro all'anno per abitante ad almeno 80 euro, allineandoci agli standard minimi degli altri paesi. "Si tratta di un valore che mi pare molto alto", ha commentato il Garante. Che, in alternativa, indica tre strumenti attraverso i quali migliorare l'attuale tariffa. Due sono collaterali: "Penso a nuove regole per il subentro degli operatori, per dare certezze, e a uno strumento di finanziamento da accoppiare alle tariffe". Sono i cosiddetti "hydro bond". Dal lato della tariffa, invece, "dobbiamo introdurre per le diverse voci i costi standard", incentivando gli operatori a utilizzare meglio le risorse.
Erasmo D'Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture, delinea invece un percorso decisamente più drastico: "E' evidente che la tariffa deve crescere. Dobbiamo passare dagli attuali 134 euro a metro cubo ad almeno 200 euro all'anno. Non c'è altra strada. E, comunque, bisogna tenere presente che, con un rincaro di questo tipo, saremmo ancora tra i paesi con la tariffa più bassa". Per questo, serve anche il sostegno pubblico. "Stiamo cominciando a ragionare sull'inserimento nella legge di stabilità di risorse a favore del settore, che sta affrontando una vera emergenza".

L'ideale sarebbe raggiungere almeno un miliardo, ma pare un obiettivo decisamente ottimistico. Infine, c'è il fronte degli "hydro bond", le obbligazioni su progetti di potenziamento infrastrutturale. Su questi puntano in molti, dall'Authority al Governo. Si parla di un possibile coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e di un regime di agevolazioni fiscali collegate ai finanziamenti. Di concreto, però, sembra esserci ancora poco.


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