Lavori Pubblici

Debiti degli enti locali alle imprese, 5,1 miliardi per lavori resteranno bloccati nonostante il Dl 35

Massimo Frontera

La cifra sorprendente emerge da un'indagine dell'Ance sulle richieste presentate alle Regioni con il "Patto verticale": si pensava che la partita si fosse chiusa con le richieste al Mef, ma non è così

Ci sono nelle casse di Comuni e Province circa 5,1 miliardi di euro di risorse cash, corrispondenti a debiti commerciali verso imprese per lavori o altri investimenti, che resteranno ancora bloccate a causa dei vincoli del Patto di stabilità interno. Vincoli che il decreto legge "Pagamenti" 35/2013 non è in grado di "liberare".

La cifra, sorprendente, è rivelata da un'indagine condotta dal centro studi dell'Ance sul cosiddetto patto verticale incentivato, l'opportunità concessa dal Dl 35 che consente a Comuni e Province di chiedere alla Regioni spazi finanziari aggiuntivi per effettuare spese in conto capitale, per investimenti o pagamenti di lavori alle imprese creditrici. Il Dl 35 consente di svincolare dal Patto 1,44 miliardi di euro, ma secondo l'indagine dell'Ance le richieste di Province e Comuni ammontano a 6,5 miliardi, per cui 5,1 miliardi resteranno ancora bloccati.

La cifra è sorprendente perché al 30 aprile scorso le richieste di "spazi finanziari" per i pagamentri dei debiti arretrati presentate da Comuni e Province al Ministero dell'Economia, sempre in attuazione del Dl 35, ammontavano a 5,2 miliardi, cifra che è stata soddisfatta dallo sblocco da parte del Mef di 4,5 miliardi, a cui ne seguiranno a breve altri 500 milioni.
Sembrava dunque che i debiti degli enti locali verso le imprese per spese in conto capitale sarebbero state quasi interamente soddisfatti dal Dl 35.

Ora invece la doccia fredda. I Comuni presentano alle Regioni un'altra lista di debiti pregressi per 6,5 miliardi di euro. I debiti che resteranno ancora non pagati ammonteranno dunque a circa 5,1 miliardi di euro.

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