Lavori Pubblici

Anche per i condizionatori a pompa di calore la copertura degli sgravi del 65%

Massimo Frontera

Il Senato ha apporovato le modifiche al decreto legge n.63/2013 varato dal governo all'inizio di giugno sull'efficienza energetica negli edifici

Condizionatori a "pompa di calore" negli sgravi del 65% sull'efficienza energetica, sgravi fiscali del 50% sulle ristrutturazioni edilizie anche per elettrodomestici classe A+ e – infine – prima apertura di principio all'inclusione degli interventi di consolidamento antisismico nel novero di quelli incentivabili,

Sono le principali novità che hanno chiuso, al Senato, la prima tappa della discussione sul decreto sull'efficienza energetica varato dal governo all'inizio di giugno (Dl n.63/2013). Ora il testo passa alla Camera, dopo essere stato approvato a larga maggioranza da Palazzo Madama: 251 sì, nessun contrario e otto astenuti.

Condizionatori a pompa di calore
Dopo una serie di micro-modifiche approvate nella discussione delle commissioni riunite Finanze e Industria, il colpo di scena è arrivato ieri, con l'annuncio del senatore Pdl e sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari, di un emendamento del Governo che riportava le "pompe di calore" nel perimetro di copertura dell'ecobonus del 65%. La novità è scaturita dalla modifica dell'articolo 14 del testo, che ha cassato l'esclusione iniziale stabilita dal decreto legge 63/2013. Di fatto, anche i condizionatori in grado di fare caldo e freddo potranno rientrare negli sgravi. Dopo una verifica da parte della V Bilancio, anche per trovare la necessaria copertura: «Nell'ultimo testo approvato si tratta di 200mila euro per quest'anno, 2 milioni di euro per il 2015 e 1,5 milioni per gli anni dal 2015 e 2024», specifica Salvatore Sciascia (Pdl), relatore di maggioranza in aula del provvedimento. I soldi sono stati pescati in un fondo di previsione di spesa del ministero dello Sviluppo (legge 244/2007, articolo 2 comma 616). «Le norme sulle pompe di calore – ha detto il relatore del Pd, Salvatore Tomaselli – allineano l'Italia alla tendenza europea di attenzione alla preservazione dell'ambiente, mentre è motivo di soddisfazione che, all'ultimo, sia stato possibile arricchire il testo con le norme per la prevenzione antisismica».

Grandi elettrodomestici
In aula è passato anche un emendamento sponsorizzato dal Pdl che consente di includere nel bonus ristrutturazioni del 50% anche «grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione». La detrazione è calcolata su un "imponibile" di 10mila euro «che è aggiuntivo rispetto ai 96mila euro previsti per le opere di ristrutturazione immobiliare», ha voluto sottolineare il sottosegretario Simona Vicari.

Consolidamento degli edilizi
Novità anche per gli interventi di consolidamento edilizio. Con un emendamento dei relatori condiviso da tutti gli schieramanti politici, sono stati inclusi anche gli interventi per «il miglioramento antisismico» fra quelli cui si applicano le proroghe agli sgravi sgravi del 50% e del 65%, una volta che gli interventi verranno resi strutturali.

La misura, come spiega sempre il relatore Sciascia, «rappresenta solo una indicazione per includere questo tipo di interventi in un testo al di la da venire in cui sarà riorganizzata tutta l'imposizione sugli immobili. Salvo errori, non ha nessun costo; c'erano parecchi emendamenti che avrebbero comportato oneri aggiuntivi e sono stati bocciati tutti».

«Ottimo il risultato ottenuto al Senato inserendo anche la prevenzione antisismica nell'incentivo del 65%, era quanto chiesto all'unanimità con una risoluzione dalla Commissione Ambiente della Camera – ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera –. Quando il provvedimento passerà all'esame della Camera lavoreremo per stabilizzare le misure su risparmio energetico e prevenzione antisismica, che altrimenti rischiamo di essere vanificate dall'incertezza».

Attestato di prestazione energetica
Tra le misure approvate in commissione e approvate dall'Aula c'è l'attestato di prestazione energetica, che dovrà essere rilasciato per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati a un nuovo locatario.

Nel caso di nuovo edificio, l'attestato è prodotto a cura del costruttore, sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente. Nel caso di attestazione della prestazione degli edifici esistenti, ove previsto dal presente decreto, l'attestato è prodotto a cura del proprietario dell'immobile.

Ascensori e Impianti di automazione
Tra gli emendamenti accolti anche quelli che, nella valutazione della prestazione energetica degli edifici, vanno nella direzione di tenere conto dei sistemi di automazione, controllo e monitoraggio, nonché di tutte quelle apparecchiature e tecnologie sostenibili utili al conseguimento dell'obiettivo degli "edifici a energia quasi zero". Inoltre, nella definizione di "prestazione energetica di un edificio" devono essere considerati, seppur limitatamente al settore terziario, anche l'illuminazione e gli impianti ascensori e scale mobili.

Lo segnala Anie Confindustria, associazione di imprese produttrici di elementi elettrotecnici ed elettronici, sottolineando che si tratta di richieste accolte nel testo su richiesta della stessa associazione. «l recepimento di molte delle nostre istanze è un primo ma fondamentale segnale di forte attenzione delle nostre istituzioni, che trova il nostro convinto apprezzamento, sull'efficacia di diverse tecnologie impiantistiche, finora ignorate nella nostra legislazione, sulle prestazioni energetiche degli edifici», ha commentato Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Anie Confindustria.

Scarica il testo ricostruito del decreto legge 63/2013 approvato il 3 luglio dal Senato (link )


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