Lavori Pubblici

L'Inail cerca investimenti per realizzare edifici di nuova concezione

Massimo Frontera

L'Istituto si orienterà verso operazioni di investimento immobiliare in grado di garantire una redditività. Non ci saranno erogazioni a pioggia a fondo perduto come in passato

I soldi destinati all'edilizia scolastica che arrivano dall'Inail – come dispone il decreto legge 69/2013 (si veda il testo qui a fianco) – saranno concentrati in iniziative di investimento in grado di garantire un ritorno di redditività.

Chi si attende una riedizione del bando Inail del 2007 che ha distribuito "a pioggia" 100 milioni per una miriade di interventi di messa in sicurezza di scuole esistenti, resterà deluso. O almeno, l'Istituto assicurativo di via IV Novembre, riserverà a questa voce una quota molto residuale di risorse, tendenzialmente pari a zero. Il grosso dei 300 milioni che l'articolo 18 del decreto cosiddetto "del fare" assegna all'edilizia scolastica nel triennio 2014-2016 riguarderà operazioni di investimento.

Investimento significa che l'Inail selezionerà operazioni – di acquisto o sviluppo – di complessi che possano garantire una redditività di almeno il 3,1%, in linea con le regole che presiedono agli investimenti mobiliari e immobiliari di una parte degli avanzi del bilancio dell'Istituto.

E comunque l'operatività non sarà immediata perché si innesta sulla procedura di formazione e approvazione del piano di investimenti, che ha i suoi tempi, in quanto è sottoposto all'approvazione dei ministeri vigilanti, ma soprattutto all'ok da parte del ministero dell'Economia, che ultimamente non è stato di manica larga.

«Su un piano di investimenti di 3 miliardi di euro – dicono fonti qualificate dell'Inail – il Mef ci autorizza, se va bene, 400 milioni». Sono in stand by, per esempio, cita sempre la fonte, alcune operazioni di investimento all'Aquila, non ancora autorizzate.

La prima occasione utile per concretizzare gli investimenti nell'edilizia scolastica, potrebbe essere a settembre, con l'aggiornamento del piano investimenti 2013-2015, «ma solo a patto – dice sempre la fonte – di indicare progetti pronti e maturi per firmare i rogiti entro giugno 2014».
Diversamente – e più probabilmente – gli investimenti in scuole finirebbero nel piano 2014-2016.
Anche perché ora comincia un'interlocuzione complessa, attorno a un tavolo dove, oltre l'Inail, siede il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza – con il sottosegretario Gian Luca Galletti, che ha ricevuto la delega sull'edilizia scolastica – il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, e – nel ruolo di "arbitro" e coordinatore – il delegato della presidenza del Consiglio dei ministri.

Al di là delle procedure, il contributo dell'Inail all'edilizia scolastica sembra configurare – in scala più piccola – il contributo che Cassa depositi e prestiti già da tempo è stata chiamata a dare al settore dell'edilizia residenziale a canone moderato.

Se così fosse, i due casi hanno in comune l'ingresso sulla scena di operatori di matrice privata che intervengono, ma con criteri privatistici, in settori dove si sta affermando un progressivo disimpegno pubblico. Non è forse un caso che per la scuola – settore bisognoso di risorse al di là di ogni dubbio – l'unica posta stanziata dal decreto «del fare» arriverà dal bilancio dell'Inail e non dal portafoglio di un ministero.


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