Lavori Pubblici

Appalti, salta il tetto del 20% alle riserve - Stp come gli studi per il Fisco

Mauro Salerno

Nel Ddl semplificazioni all'esame del Consiglio dei ministri torna l'accordo bonario per risolvere le controversie tra stazioni appaltanti e general contractor. Istruttoria sui permessi di costruire: giro di vite sul raddoppio dei termini

Vita breve per il paletto voluto da Giulio Tremonti per frenare le pretese dei costruttori a valle delle aggiudicazioni. Stiamo parlando delle cosiddette «riserve», le richieste di maggiore compenso da parte dell'appaltatore nel corso dell'esecuzione dei lavori, dovute a causa di forza maggiore o a risarcimenti per condotta illegittima della Pa o ancora per l'esecuzione di lavori in quantità superiore al previsto. Un fenomeno che spesso porta alla lievitazione del costo delle opere pubbliche rispetto a quanto preventivato con l'assegnazione dell'incarico in gara.

Con il decreto 70/2011 (il primo decreto Sviluppo, varato dal Governo Berlusconi) è stato imposto un tetto alla possibilità di iscrivere «riserve» da parte dei costruttori. Una soglia fissata al 20% dell'importo contrattuale, inserita con una modifica al codice degli appalti (art. 240-bis del Dlgs 163/2006). Ora il tetto salta. Il Ddl semplificazioni varato dal Consiglio dei ministri prevede infatti la cancellazione del secondo periodo, del primo comma, dell'articolo 240 bis che impone appunto il tetto del 20 per cento .

Il Ddl ripristina anche la procedura di accordo bonario per gli appalti affidati a general contractor (possibilità cancellata sempre dal Dl 70/2011), aggiungendo anche che la soluzione stragiudiziale alle controversie sulle riserve può essere ripetuta anche più di una volta nel corso dell'appalto. Una norma forse destinata a risolvere i conflitti legati alla realizzazione degli appalti di ammodernamento della Salerno Reggio Calabria, vero (quasi unico) banco di prova della realizzazioni degli appalti con la formula «chiavi in mano».

Società tra professionisti. Nel Ddl compare anche una norma destinata a chiarire il trattamento fiscale delle neonate società tra professionisti: le cosiddette Stp su cui si aspettava un chiarimento anche dall'Agenzia delle Entrate. L'interprestazione arriva invece con i Ddl all'esame del Governo. E a prima vista non si tratta di un'innovazione: alle Stp si applicherà infatti il regime fiscale proprio degli studi associati.

Edilizia privata. Le semplificazioni legate alla sostituzione edilizia senza rispetto della sagoma, all'agibilità per singole porzioni di edificio e al rafforzamento dello sportello unico edilizio sono state accolte nel cosdddetto «decreto del fare». Nel Ddl semplificazioni resta la possibilità di presentare varianti in corso d'opera al permesso di costruire senza fermare i lavori purché si tratti di «variazioni non essenziali». Spunta poi un giro di vite sulla la possibilità di raddoppiare i termini relativi all'istruttoria sulla richiesta del permesso di costruire curata da responsabile del procedimento (ora 60 giorni). Ora questo caso, prima possibile tanto per i comuni con più di 100mila abitanti che per i progetti complessi, viene limitato a «progetti particolarmente complessi da realizzare nei comuni con più di 100mila abitanti». Il raddoppio dei termini vale anche per la scadenza relativa alla sospensione del procedimento (ora è fissato entro 30 giorni dalla domanda del permesso) per la richiesta di integrazione dei documenti.

Sicurezza, addio semplificazioni. Nel dimagrimento che ha portato ad asciugare da 82 a 39 gli articoli di cui è composta la nuova bozza di provvedimento, sono state cancellate tutte le semplificazioni relativa agli adempimenti legati alla gestione dei cantieri. Mancano, per fare qualche esempio, gli alleggerimenti sul documento di valutazione dei rischi da interferenze (Duvri), sulla verifica delle attrezzature e sui modelli semplificati per i piani di sicurezza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA