Lavori Pubblici

Riforma del condominio, lavori più complessi con l'obbligo di costituire il fondo

Alessandro Arona

Con il nuovo articolo 1135 del Codice Civile, in vigore dal 18 giugno, l'amministratore deve raccogliere in un fondo l'intera cifra necessaria prima di affidare l'appalto

La riforma del condominio entra in vigore il 18 giugno, e una delle norme del codice civile così innovate renderà paradossalmente più complesso, per i condomìni, utilizzare i super-sconti al recupero edilizio e alla riqualificazione energetica degli edifici appena prorogati dal Dl 63/2013 (vedi qui ), con una proroga in più in particolare, fino al 30 giugno 2014, proprio per i lavori sulle parti comuni dei condomìni (per l'eco-bonus del 65%).

Qual è il punto? Il nuovo articolo 1135 n. 4 del Codice Civile impone, per i lavori che portino a «innovazioni» nel condomìnio, di costituire un fondo pari al costo complessivo dell'intervento da realizzare. Mentre cioè finora il condomìnio poteva affidare l'appalto avendo in cassa solo una quota del costo totale, raccogliendo i soldi via via che i lavori avanzavano e si doveva pagare l'impresa, ora invece l'intera somma va raccolta subito.

Una norma pensata per evitare di trovarsi senza soldi a metà dell'opera, ma che renderà più complesso far partire "la macchina" del nuovo appalto, specie se pensiamo all'inevitabile fase di rodaggio che la riforma comporterà, e invece ai tempi stretti che offre il Dl 63/2013 per poter usufruire delle detrazioni fiscali.

Ma forse il rimedio per sfuggire alle complicazioni della nuova norma c'è, come spiega in quiesto servizio l'esperto Augusto Cirla


© RIPRODUZIONE RISERVATA