Lavori Pubblici

Edifici, arriva la patente «verde». Dal 2019 solo immobili a «energia quasi zero»

Alessia Tripodi

Il Dl 63/2013 recepisce la direttiva 2010/31/Ue e introduce nuove regole per la certificazione del patrimonio edilizio

Edifici a «energia quasi zero» dal 2019 e obbligo di patente «green» da allegare ai contratti di vendita o locazione. E pesanti sanzioni per chi non rispetterà le nuove regole su rilascio e pubblicazione dei documenti. Sono le principali novità previste dal Dl 63/2013, varato dal Governo in risposta alla procedura di infrazione avviata lo scorso settembre dalla Commissione Ue per il mancato recepimento della direttiva 2010/31/Ue sulla prestazione energetica in edilizia. Il provvedimento, che modifica il decreto legislativo Dlgs 192/2005 (attuazione della direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico), fissa nuovi requisiti per l'efficienza, intervenendo sulle modalità di calcolo delle performance, e detta le nuove regole per la certificazione. Le prescrizioni e gli standard minimi (che saranno aggiornati ogni cinque anni) si applicheranno agli edifici di nuova costruzione e a quelli oggetto di ristrutturazioni importanti e di interventi per la riqualificazione energetica.

Nuovo attestato
. L'attestato di certificazione energetica diventa attestato di prestazione, obbligatorio per gli edifici nuovi e, per quelli esistenti, in caso di vendita o nuovo contratto di affitto. Il documento, redatto da un professionista abilitato, avrà una durata di dieci anni dal rilascio e dovrà essere aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell'immobile.
Per gli edifici delle Pubbliche amministrazioni o aperti al pubblico di superficie maggiore ai 500 mq (250mq dal 2015) scatta poi l'obbligo di affiggere l'attestato di prestazione «in un luogo ben visibile» della struttura, mentre gli annunci per vendita o affitto di immobili privati dovranno riportare l'indice di prestazione energetica dell'involucro edilizio e globale dell'edificio e la classe energetica corrispondente. Sarà il ministero dello Sviluppo economico a definire con un suo decreto i contenuti dell'attestato di prestazione energetica: un modello unico per tutto il territorio nazionale che diventerà obbligatorio per le Regioni e le Province autonome.

Edifici a energia quasi zero
. Il Dl delinea un piano d'azione per aumentare il numero degli edifici a «energia quasi zero», vale a dire ad altissima prestazione e bassissimo consumo di energia non rinnovabile, realizzabile attraverso la produzione in loco di energia con impianti da fonte rinnovabile. I dettagli del piano – che comprenderà anche strumenti finanziari a sostegno delle azioni – saranno definiti entro il 2014, mentre l'obbligo di costruire unicamente strutture a impatto energetico «quasi zero» scatterà dal 2019 per le Pa e dal 2021 anche per i privati.

Impianti
. Il provvedimento stabilisce, inoltre, nuove regole per l'ispezione e la manutenzione degli impianti termici e per la formazione degli addetti a tali attività di controllo. E risolve il problema di quasi 200mila tecnici installatori di impianti rinnovabili «formati sul campo» che rischiavano la fuoriuscita dal mercato: il testo proroga infatti di un anno le scadenze per la formazione e consente agli operatori di ottenere una qualifica con un corso di aggiornamento secondo gli standard indicati dalla Conferenza Stato Regioni (leggi articolo ).

Sanzioni
. Per i professionisti abilitati che rilasceranno un attestato non conforme al Decreto legge è prevista una multa da un minimo di 700 a un massimo di 4.200 euro, mentre il direttore dei lavori che non presenta al Comune l'asseverazione di conformità delle opere e l'attestato di qualificazione energetica insieme alla dichiarazione di fine lavori dovrà pagare una sanzione compresa tra i mille e i 6mila euro.
Ancora, il proprietario dell'immobile che non fornisce l'attestato energetico all'inquilino sarà punito con un ammenda tra i 300 e i 1.800 euro. Così come il costruttore che viola l'obbligo di dotare di un attestato di prestazione l'edificio di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazioni importanti, sarà soggetto a una sanzione amministrativa non inferiore a 3mila euro e non superiore a 18mila.
Il provvedimento del Governo appesantisce notevolmente il quadro sanzionatorio stabilito dal Dlgs 192/2005 (attuazione della direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico in edilizia), considerato che per i professionisti si tratta di prestazioni che, nella maggior parte dei casi, sono retribuite con poche centinaia di euro. Il Dl, inoltre, modifica le regole per la compilazione della relazione tecnica, che saranno definite con un decreto del ministero dello Sviluppo economico. In particolare, in caso di nuova costruzione, il documento tecnico dovrà contenere la valutazione della fattibilità tecnica per «l'inserimento di sistemi alternativi ad alta efficienza» - spiega il decreto - come, per esempio, «sistemi di fornitura di energia rinnovabile, cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffrescamento, pompe di calore e sistemi di misurazione intelligenti».
Per quanto riguarda gli annunci immobiliari, il provvedimento del Governo stabilisce sanzioni amministrative «non inferiori a 500 euro e non superiore a 3mila euro» per il responsabile che non indica i parametri di prestazione energetica nella comunicazione di vendita o locazione.
In questo senso, con l'obiettivo di rendere omogenee le informazioni degli operatori ai clienti, il ministero dello Sviluppo economico è pronto a definire, con un decreto, uno schema di annuncio-tipo «per l'esposizione nelle agenzie immobiliari».


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