Lavori Pubblici

Ancora disponibili 500 milioni di spazi finanziari da chiedere al Mef, tagliati invece i 400 milioni di Cdp

Massimo Frontera

Tra le prossime scadenze c'è quella del 30 giugno, per chiedere 1,272 miliardi di spazi di deroga al patto a valere sul cosiddetto patto verticale incentivato

Nella "maratona" attuativa del Dl pagamenti, convertito la scorsa settimana, gli enti locali hanno davanti ancora scadenze importanti. La prima cade in questi giorni di giugno, con termini diversi da Regione e Regione: riguarda la possibilità di chiedere al proprio ente territoriale spazi finanziari di deroga al patto di stabilità a valere sul cosiddetto patto verticale incentivato. Il plafond è salito da 800 milioni a 1,272 miliardi per ciascun anno del biennio 2013-2014.

Se il meccanismo funziona i Comuni – e, a cascata, le imprese creditrici – incassano fino a 954 milioni di allentamento del patto e le Province fino a 318 milioni di euro. Bisogna però fare richiesta in tempo: le Regioni a loro volta devono girare le istanze al Mef entro il 30 giugno.
La seconda scadenza per gli enti locali è quella del 5 luglio, per conquistarsi una fetta degli ultimi 500 milioni di ulteriori spazi di allentamento del patto 2013, che saranno ripartiti entro il 15 luglio.
Spariscono invece 400 milioni di Cdp, a titolo di anticipazione agli enti, che sono stati dirottati altrove.

Il provvedimento rappresenta una prima medicina per curare la piaga dei mancati pagamenti. Lo ha riconosciuto anche l'Ance, che segnala pagamenti in corso (ad esempio nelle Province di Torino, Lucca e Piacenza e in alcuni Comuni). Ma molto resta da fare, visto che il Dl, come sostiene l'Ance, sblocca 7,5 miliardi sui 19 totali di crediti delle costruzioni.

«Occorre continuare su questa strada virtuosa e dare alle imprese tutto ciò che gli spetta, saldando i debiti entro il 2014», ha detto il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti. «Bisogna prevedere – ha aggiunto – una modifica del patto di stabilità per le spese in conto capitale che liberi risorse per lo smaltimento di tutto il pregresso dell'edilizia».

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