Lavori Pubblici

L'Autorità spinge sul «precontenzioso» per ridurre i conflitti negli appalti

Mau. S.

Nel 2012 il Consiglio dell'Autorità ha emesso 212 pareri relativi ad appalti di lavori, servizi e forniture. Le amministrazioni si sono adeguate nell'80% dei casi

Più di 200 casi di possibile contenzioso tra Pa e imprese esaminati prima di arrivare alle aule di tribunali. È il bilancio 2012 dell'attività dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nel campo del cosiddetto pre-contenzioso. Vale a dire la risoluzione di controversie nate in seno alle procedure di gara che in genere sfociano in cause amministrative e che in questo modo invece vengono risolte grazie a un parere rilasciato dall'organo di vigilanza. Una strada utile a limitare i conflitti nel settore degli appalti e in questo modo a snellire l'iter che porta alla realizzazione delle infrastrutture. Anche perché, ha segnalato il vicepresidente dell'Autorità, Sergio Gallo, nel corso di un convegno sul tema organizzato insieme all'ordine degli avvocati di Roma, nell'80% dei casi le stazioni appaltanti si sono adeguate al parere emesso da Via Ripetta.

Nel 2012 il Consiglio dell'Autorità ha emesso 212 pareri relativi ad appalti di lavori, servizi e forniture di cui 58, il 27%, in seguito ad istanze presentate da stazioni appaltanti, 145 pareri (69%) relativi ad istanze presentate da imprese, associazioni o ordini professionali e 9 pareri, il 4 per cento, a seguito di istanze presentate congiuntamente dalla stazione appaltante e da uno o più operatori economici.

In 97 casi l'Autorità ha formulato un giudizio di conformità della disciplina di gara e/o dell'operato della stazione appaltante ai principi e alla normativa di settore, mentre in 79 casi, nell'accogliere le doglianze prospettate dagli operatori economici o dalle associazioni di categoria, ha censurato la disciplina di gara predisposta dalla stazione appaltante o ritenuto illegittimi provvedimenti di esclusione e/o di ammissione oggetto di contestazione. Nei restanti casi l'Autorità ha indicato i comportamenti più opportuni da tenere o i provvedimenti da adottare.

La maggior parte delle istanze provengono da operatori economici, tra cui grandi imprese o gruppi di imprese che vedono nel precontenzioso uno strumento agile, veloce ed economico per la tutela dei propri interessi coinvolti nel procedimento di gara.

Le questioni che più frequentemente vengono sottoposte all'attenzione dell'Autorità riguardano la legittimità dei provvedimenti di esclusione, la legittimità dei provvedimenti di ammissione e la legittimità della disciplina di gara.

Tra le criticità riscontrate emergono soprattutto quelle riguardo alla mancanza dei requisiti di partecipazione e la violazione della disciplina di gara e irregolarità nello svolgimento delle operazioni di gara.

«Questa attività, e il tasso di adesione spontanea, che riflette anche il livello reputazionale dell'autorità emittente – conclude Gallo - porta con se un altro beneficio. Quello di far diventare le pronunce precedenti ai quali riferirsi in casi simili, con un possibile effetto semplificatore e quindi moltiplicatore di deflazione del contenzioso». L'incontro, segnala una nota, è stato anche l'occasione di una riflessione sulla opportunità di prevedere, anche per Avcp, la legittimazione processuale attiva.


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