Lavori Pubblici

Da Matteoli (Pdl) a Realacci (Pd), si prepara il pressing per l'estensione degli sgravi agli interventi antisismici

Massimo Frontera, Alessia Tripodi, Mauro Salerno

Si allarga in Parlamento il fronte favorevole all'estensione degli sgravi fiscali del 65% anche agli interventi di consolidamento antisismico.

Dopo la battaglia annunciata da Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente della Camera, oggi è arrivata la disponibilità anche da parte dell'omologo di Realacci al Senato, di opposto colore politico. «Il Parlamento correggerà questa cosa», ha assicurato il presidente della Commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, Altero Matteoli (Pdl), già ministro delle Infrastrutture nel governo Berlusconi. «Il Parlamento – ribadisce Matteoli – sicuramente rimetterà mano a questa esclusione, ci sarà più di una persona che lo farà notare, incluso il sottoscritto».
E se ci fossero problemi di copertura? «Problemi ci saranno per forza, vedremo dove trovare i soldi», conclude risoluto l'esponente del Pdl.

Subito dopo l'approvazione degli sgravi fiscali, venerdì scorso in consiglio dei ministri, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi aveva ribadito che l'adeguamento strutturale dello stock edilizio resta una priorità. «Il paese non può vivere di emergenza e dobbiamo incentivare il più possibile questa riqualificazione», aveva detto Lupi.

Sul punto però, il testo uscito da Palazzo Chigi non ha introdotto innovazioni, confermando questa tipologia di intervento tra quelle che godono dello sconto del 50% sulle ristrutturazioni.
Da qui il rammarico di Realacci, storico sostenitore dell'inclusione di questi lavori fra quelli che godono del più robusto incentivo del 55% (ora portato al 65%), per stimolare interventi di messa in sicurezza su interi fabbricati, e non invece limitati alla singola villetta: «Dobbiamo intervenire in Parlamento estendendo il 65% agli interventi di prevenzione sismica. Lo sgravio del 50% si è dimostrato insufficiente per farli decollare», ribadisce lo storico esponente ambientalista.
Dopo l'analoga apertura arrivata da Matteoli, la battaglia in Parlamento è ora diventata bipartisan.


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