Lavori Pubblici

Pagamenti, via libera definitivo al decreto 35/2013. Ecco le novità per imprese e professionisti

Massimo Frontera, Giuseppe Latour, Giorgio Santilli

Il provvedimento è stato definitivamente approvato dall'Aula della Camera, all'unanimità

Il decreto 35/2013 ha ricevuto il definitivo via libera da parte della Camera, con 508 voti favorevoli. Nessun contrario. Dopo il Senato, anche la Camera, in terza lettura, ha dato dunque il via libera definitivo, subito dopo l'ok da parte della Commissione Bilancio di Montecitorio.

Nell'ultimo passaggio il provvedimento ha imbarcato due modifiche strategiche in Commissione, richieste dai due relatori in Senato, Giorgio Santini (Pd) e Antonio D'Alì (Pdl). La prima riguarda l'articolo 7 del provvedimento: potranno fruire della misure su certificazione e pagamenti dei debiti arretrati non solo le somministrazioni, le forniture e gli appalti, ma anche «le prestazioni professionali», riguardati quindi il mondo della progettazione.

L'Imu torna ai Comuni
Mentre in Aula sono arrivati alcuni cambiamenti dell'ultimo minuto. È stata eliminata la riserva dello Stato sull'Imu sugli immobili di categoria D (gli immobili produttivi) di proprietà dei Comuni. Ed è stato rivisto il criterio per la ripartizione del fondo sperimentale di riequilibrio, insieme alla semplificazione dei criteri per il riparto del fondo di solidarietà comunale per il 2013. Peccato che per finanziare la misura siano stati dirottati 400 milioni inizialmente destinati ai Comuni a titolo di anticipazione da concedere da parte dei Cdp.

Lavori sospesi per i mancati pagamenti
Questi si aggiungono ai cambiamenti portati a Montecitorio, tra i quali spicca una modifica al Codice appalti con la possibilità per l'impresa di sospendere i lavori e risolvere il contratto in caso di mancato pagamento del corrispettivo. Il decreto aggiunge un nuovo comma, il 23-bis, all'articolo 253 del Dlgs 163/2006. Il comma abbassa dal 25% al 15% la soglia di corrispettivo non pagato per la quale, ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, l'appaltatore può far scattare la sospensione dei lavori e promuovere il giudizio arbitrale per la risoluzione del contratto. La nuova misura vale fino al 31 dicembre 2015.

Deroghe al patto di stabilità
Viene anche inserita una deroga al patto di stabilità per gli enti locali. Viene estesa, in linea con le richieste dell'Anci, la definizione dei debiti che gli enti locali possono escludere dal patto di stabilità: è sufficiente che questi siano stati "riconosciuti" alla data del 31 dicembre 2012, anche se fuori bilancio. In aggiunta a questo
se, in seguito alla manovra sui bilanci degli enti locali, dovessero restare degli spazi finanziari liberi, questi potrebbero essere attribuiti proporzionalmente a Comuni e Province per escludere dai vincoli del patto di stabilità tutti «i pagamenti effettuati prima del 9 aprile 2013» e non solo quelli rendicontati a fine dicembre 2012.

Rimborsi più rapidi
A carico degli enti locali viene anche fissato un termine di trenta giorni dal momento dell'erogazione del denaro per estinguere i loro debiti. E viene ampliato lo spazio finanziario del patto di stabilità regionale, con una copertura extra pari a circa 400 milioni di euro.

Compensazioni facili
Per le compensazioni tra crediti commerciali e debiti iscritti a ruolo o scaturiti dall'adesione a istituti deflattivi del contenzioso, sono passate due modifiche: da un lato si prevede che ai fini della compensazione le certificazioni dei crediti siano comprensive della datazione del pagamento. Una precisazione fondamentale per l'Agenzia delle Entrate. Dall'altro si stabilisce che il meccanismo potrà essere utilizzato per tutti i debiti maturati fino a dicembre 2012 (il testo inizialmente prevedeva la scadenza di aprile 2012). In questo modo la platea dei debiti viene ampliata in maniera significativa.

Il salva Durc
Arriva l'atteso intervento in materia di regolarità contributiva. Si punta ad evitare il paradosso di imprese escluse dal meccanismo di rimborso perché non hanno ottenuto il Durc, proprio a causa dei mancati pagamenti. Per spezzare questo circolo vizioso si stabilisce che «l'accertamento della regolarità contributiva è effettuato con riferimento alla data di emissione della fattura o di richiesta equivalente di pagamento».

Più facile provare l'anzianità dei crediti
Si allarga lo spettro delle prove che è possibile portare per accertare l'anzianità dei crediti, nel caso di più pagamenti contemporanei. Oltre alle fatture e alle richieste di pagamento, le imprese potranno esibire anche i contratti o gli accordi transattivi intervenuti tra le parti. Compare un vincolo per le società a totale partecipazione pubblica. Tutti i pagamenti che queste riceveranno nella cornice del decreto dovranno essere «destinati prioritariamente al pagamenti dei debiti" verso le imprese».

Monitoraggio continuo
Un emendamento approvato al Dl prevede che ogni anno, entro il 30 aprile, le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare attraverso l'apposita piattaforma telematica tutti i debiti scaduti e non ancora pagati alla data del 31 dicembre precedente. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni inadempienti o che adempiranno con ritardo, troveranno applicazione le stesse sanzioni che il testo originario del decreto-legge 35/2013 già prevedeva per l'obbligo di comunicazione una tantum entro lo scorso 30 aprile 2013 dei debiti scaduti al 31 dicembre 2012.

La fase due
L'altro tassello riguarda la cosiddetta «fase due». Con la legge di stabilità del 2013 dovranno essere riportate informazioni sull'attuazione del decreto, dando conto dei pagamenti effettuati.
Con una modifica al decreto si apre alla possibilità, nell'anno 2014, di concedere la «garanzia dello Stato al fine di agevolare la cessione dei relativi crediti a banche e ad altri intermediari finanziari, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica». La possibilità - che apre la strada all'intervento di Cassa depositi e prestiti - si riferisce all'obiettivo di «completare il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche maturati al 31 dicembre 2012, ivi inclusi i debiti per obbligazioni giuridicamente perfezionate relativi a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali a fronte dei quali non sussistono nei bilanci residui passivi anche perenti». Come anche sottolinea l'analisi fatta dagli uffici della Camera, la disposizione non è di immediata applicazione e i suoi «effetti appaiono destinati a prodursi in un momento distanziato rispetto alla sua entrata in vigore, facendo riferimento alla concessione nell'anno 2014 della garanzia dello Stato a favore di istituzioni finanziarie nazionali, comunitarie e internazionali per consentire l'integrale pagamento dei debiti della pubblica amministrazione maturati alla data del 31 dicembre 2012, nonché per motivate esigenze economico-finanziarie».VAI AL FASCICOLO ON LINE SUL DECRETO SBLOCCA-PAGAMENTI


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