Lavori Pubblici

Autorizzazione ambientale unica, istanze allo sportello unico dal 13 giugno

Giuseppe Latour e Fabrizio Luches

Sostituirà un lungo elenco di titoli abilitativi ambientali: tra questi la documentazione previsionale di impatto acustico e le comunicazioni in materia di rifiuti. La norma prevede che Regioni e Province possano individuare ulteriori procedure da comprendere nell'Aua

L'Autorizzazione unica ambientale approda in Gazzetta ufficiale (Gu n. 124 del 29 maggio 2013). A partire dal prossimo 13 giugno andrà a regime una delle ultime riforme attuate dal governo Monti: un contenitore in grado di sostituire tutti i titoli abilitativi ambientali in materia di rifiuti, emissioni, inquinamento acustico. Con un risparmio stimato intorno ai 700 milioni di euro per le piccole e medie imprese.

Il Dpr n. 59/2013 (clicca qui per scaricare il testo completo degli allegati ) arriva alla pubblicazione dopo essere stato definito per la prima volta dal decreto semplificazioni (Dl n. 5/2012 convertito con la legge n. 35/2012) ed essere stato licenziato a febbraio dal Consiglio dei ministri. L'Aua sostituirà un lungo elenco di titoli abilitativi ambientali: tra questi, l'autorizzazione allo scarico di acque reflue, l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico, le comunicazioni in materia di rifiuti. E, in futuro, potrebbe allargare a dismisura il suo raggio d'azione. Perché la norma prevede che Regioni e Province possano «individuare ulteriori atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale che possono essere compresi nell'autorizzazione unica».

Quindi, ciascuna amministrazione potrà inserire dentro il perimetro dell'autorizzazione unica nuovi adempimenti. Per le costruzioni saranno coinvolte parecchie autorizzazioni, dall'inquinamento acustico ai rifiuti, passando per l'emissione di polveri e per il trattamento di acque reflue. L'unica eccezione è la valutazione di impatto ambientale che, secondo la norma, non potrà rientrare nell'Aua. Tagliando fuori tutte le infrastrutture più rilevanti. E l'impatto per ora sembra limitato (clicca qui per approfondire )

La procedura prevede l'invio di una domanda allo Sportello unico per le attività produttive (Suap), che avrà il compito di verificarne la correttezza formale e coinvolgerà le autorità competenti sui temi di merito (Regioni e Province autonome). L'autorizzazione andrà rilasciata entro il termine di 90 giorni dalla domanda, se comprende autorizzazioni per le quali la conclusione è fissata al massimo in 90 giorni. Se, invece, riguarda titoli abilitativi con termini più lunghi, il limite arriverà fino a 120 giorni. Per il rinnovo è prevista una disciplina semplificata: se le condizioni di esercizio sono rimaste immutate, basterà presentare un'istanza con dichiarazione sostitutiva. Infine, la durata dell'Aua sarà pari a quindici anni, un tempo molto più lungo di quanto sarebbe possibile con le singole autorizzazioni.


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