Lavori Pubblici

«Gestione integrata rifiuti, poche regioni rispettano le norme»

Assicurare la puntualità dei pagamenti nel sistema degli appalti, i trasferimenti dei fondi statali in tempi certi ed attuare uno stretto controllo dei tempi di riscossione delle tariffe dei rifiuti urbani dagli utenti. Sono alcune delle ricette per far fronte alle criticità nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti elencate da Sergio Santoro, presidente dell'Autorità di vigilanza sugli appalti (Avcp), durante un convegno sul sistema integrato dei rifiuti, oggi al ForumPA.

«Si devono semplificare – ha aggiunto Santoro - le modalità di trasferimento dei fondi riducendo i passaggi tra i soggetti interessati, valutare la possibilità di incentivare la stipula dei contratti per consentire al gestore o all'esecutore di percepire direttamente dall'utente il corrispettivo del servizio svolto».

Nella sua relazione il presidente dell'Avcp ha spiegato che la politica di gestione dei rifiuti delle Regioni non è uniforme e che la normativa nazionale e comunitaria non è sempre rispettata. Nella maggior parte dei casi la gestione dei servizi è delegata agli organismi territoriali, ad eccezione delle emergenze in Campania, Calabria e Lazio dove sono intervenuti commissari straordinari. Santoro ha ricordato che l'Autorità ha più volte messo in luce le criticità del settore, che riguardano sia la fase di affidamento che quella di esecuzione.

«Sono ancora troppe criticità nella filiera degli appalti pubblici per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti - ha dichiarato Giuseppe Borgia, consigliere del'Avcp intervenendo sul rilancio della politica degli appalti in Italia – una filiera concepita dal legislatore come un ciclo chiuso, frammentata ed affidata a più gestori nelle fasi di raccolta, spazzamento, trasporto, recupero e controllo". Analizzando il mercato degli appalti, Borgia ha spiegato che «la domanda nel mercato dei contratti pubblici negli ultimi anni ha risentito della crisi economica iniziata nel 2008, mentre l'offerta è stata influenzata da due fenomeni principali: il cosiddetto ‘credit crunch', la stretta creditizia delle banche sulle imprese, e il fenomeno dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. La combinazione dei questi due fenomeni ha condotto in molti casi alla chiusura di micro, piccole e medie imprese, che risentono in maniera grave della mancanza di liquidità».

«A più di 10 anni dall'entrata in vigore del Decreto Ronchi, solo nel centro nord sono stati individuati alcuni Ambiti Territoriali Ottimali – ATO – e pochissime Autorità d'ambito. Il mancato trasferimento delle competenze in materia di gestione integrata di rifiuti ha comportato il perdurare della frammentazione dei servizi sul territorio ma anche nella gestione delle varie attività. Solo la Toscana – ha spiegato Borgia – è ricorsa al gestore unico istituendo l'Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nell'ATO regionale, stabilendo definitivamente che il servizio sarebbe stato affidato a una società mista pubblico».


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