Lavori Pubblici

Dl sblocca-pagamenti, in Senato solo poche modifiche «mirate» al decreto 35/2013

Si va verso un "maxi-emendamento" al dl 35/2013 sblocca pagamenti, in corso di conversione in seconda lettura in Senato. È quanto lasciano intendere i relatori del provvedimento in commissione Bilancio di Palazzo Madama, Giorgio Santini (Pd) e Antonio D'Alì (Pdl), che, alla luce delle 252 proposte di modifiche al decreto depositate in commissione, sottolineano l'orientamento a concentrarsi su «poche, selezionate e significative» modifiche, d'intesa con il governo, per poter rispettare i tempi molto stretti del provvedimento che scade il prossimo 7 giugno.

C'è dunque una correzione di tiro rispetto alle dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che considerava blindato il decreto: secondo Santini, il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti avrebbe invece aperto alla possibilità di modifiche in commissione, «a condizione che si tratti di interventi selezionati e mirati».

L'obiettivo che ci si pone, spiegano ancora i relatori, è concludere l'esame in Senato del decreto entro la prossima settimana, o al massimo entro lunedì o martedì della successiva (il 3 o il 4 giugno), in modo da lasciare lo spazio alla Camera per il via libera definitivo.

L'agenda dei lavori prevede dunque che martedì prossimo i relatori esamineranno le proposte dei gruppi, mentre mercoledì é in programma un incontro con l'esecutivo per mettere a punto «un emendamento d'intesa con il Governo stesso per poche e significative proposte dato che i margini di tempo sono molto ristretti».

Entrando nel merito delle modifiche possibili, anzi ritenute «necessarie», i relatori sottolineano i punti qualificanti su cui ci si intende concentrare: la certificazione dei debiti (con una semplificazione dei meccanismi attualmente previsti), la priorità nei pagamenti, l'ampliamento del plafond nella "fase due", il patto di stabilità interno. In particolare su quest'ultimo punto, D'Alì ribadisce l'intenzione di favorire i Comuni "diligenti", quelli che hanno sforato i termini proprio per effettuare i pagamenti, prevedendo per loro una diminuzione delle sanzioni.

Sulla "fase due" di ampliamento del plafond di 40 miliardi di pagamenti fissato dal decreto si punta a rendere più stringente l'impegno già previsto per il governo e prevedere un meccanismo che coinvolga banche e Cassa Depositi e prestiti.


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