Lavori Pubblici

Decreto pagamenti, passa l'emendamento salva-Durc

Giuseppe Latour

Le correzioni della Commissione Bilancio della Camera al Dl 35/2013. Approdo in Aula previsto per martedì

Procede a testa bassa il lavoro della Commissione Bilancio della Camera sulla legge di conversione del decreto in materia di pagamenti della pubblica amministrazione. Dopo la decisione di non riaprire il termine per la presentazione di emendamenti, l'esame delle modifiche è stato avviato con velocità inattesa. Così, se le cose dovessero procedere a questo ritmo, è probabile che il lavoro preparatorio sia chiuso molto prima del termine per l'approdo in aula, fissato martedì prossimo. La seduta di giovedì, comunque, ha portato almeno tre novità pesanti sui debiti fuori bilancio, il Durc e la possibilità di commissariare gli enti locali.

Debiti fuori bilancio. Il primo cambiamento va nella direzione indicata dalle audizioni. Viene estesa, in linea con le richieste dell'Anci, la definizione dei debiti che gli enti locali possono escludere dal patto di stabilità: è sufficiente che questi siano stati «riconosciuti» alla data del 31 dicembre 2012, anche se fuori bilancio. Una mano tesa a Comuni e Province che non hanno emesso fattura semplicemente per rientrare nei vincoli del patto.

Al Governo viene conferito un potere sostitutivo, in caso di mancata osservanza delle disposizioni del decreto da parte degli enti locali, per l'approvazione di tutti gli atti necessari. Per la comunicazione degli spazi finanziari da parte degli enti locali e le richieste delle Regioni di anticipazione di liquidità al Mef, addirittura, è possibile procedere alla nomina di un commissario «per il compimento di tali atti».

Durc. Arriva l'atteso intervento in materia di regolarità contributiva. Si punta ad evitare il paradosso di imprese escluse dal meccanismo di rimborso perché non hanno ottenuto il Durc, proprio a causa dei mancati pagamenti. Per spezzare questo circolo vizioso si stabilisce che «l'accertamento della regolarità contributiva è effettuato con riferimento alla data di emissione della fattura o di richiesta equivalente di pagamento». Quindi, per accertarla si tornerà indietro nel tempo.

Le altre modifiche. Ci sono, poi, una serie di modifiche di dettaglio. Viene corretto leggermente il tiro sui tempi concessi agli enti locali che chiederanno anticipazioni alla Cassa depositi e prestiti per fare fronte ai debiti. Questi dovranno liquidare i loro pagamenti entro trenta giorni dall'erogazione del denaro e non immediatamente, come incautamente diceva la precedente formulazione. In aggiunta, gli enti locali che chiedono le anticipazioni avranno 60 giorni (prima erano 30) per approvare il relativo piano di riequilibrio. Il periodo per la verifica del plafond di spesa delle Regioni da parte del ministero dell'Economia viene spostato da fine giugno a fine luglio.

Il Governo, infine, si impegna a sottoscrivere convenzioni con le associazioni di categoria degli istituti di credito, attraverso le quali monitorare che la liquidità derivante dal «pagamento di crediti oggetto di cessione» o dal «recupero di risorse da parte di imprese la cui posizione era deteriorata» sia impegnata a sostegno dell'economia reale e del sistema produttivo. Un modo per scongiurare l'azione di drenaggio del credito da parte delle banche.


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